Stefano Bandecchi contesta le informazioni fornite dall'assessora regionale Simona Meloni riguardo al contenimento dei cinghiali. Il presidente della Provincia di Terni sottolinea presunti errori nei dati e nella gestione dei fondi.
Contenimento cinghiali: le precisazioni di Bandecchi
Il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, interviene sulla questione del contenimento dei cinghiali. Si rivolge all'assessora regionale Simona Meloni. «Non vorrei entrare in una polemica tediosa», dichiara Bandecchi. «L'assessore regionale si è sempre dimostrata persona ragionevole».
Tuttavia, Bandecchi sente la necessità di chiarire alcuni punti. «Devo fare delle precisazioni su informazioni errate», afferma. Queste sarebbero state comunicate all'assessora da qualche ufficio. La polizia provinciale di Terni ha svolto vigilanza ittico-venatoria. Ciò è avvenuto fino a giugno 2025. L'attività è stata rendicontata il 27 novembre 2025. Il rimborso delle spese, pari a 20.000 euro, è avvenuto il 28 aprile 2026.
Risulta quindi inesatto che la Provincia abbia problemi a rendicontare. I dati diffusi dall'assessora si riferiscono al 2025. In quell'anno, la polizia provinciale operò solo fino a giugno. Ciò avvenne con fondi limitati. Si ottennero risultati apparentemente eccellenti. Furono abbattuti 593 capi in più, oltre il 51,8%. Questi risultati, però, sono considerati mediocri da Bandecchi.
La proliferazione dei cinghiali e i danni
Una scrofa, la femmina del cinghiale, partorisce mediamente da 4 a 12 suinetti. La media per parto è di 8 suinetti. Moltiplicati per 2, fanno 16 suinetti all'anno. Nel panorama provinciale, i cinghiali sono migliaia. Anche con 1.737 abbattimenti nel 2025, 500 scrofe genererebbero 8.000 cinghiali (500 x 16).
Nella provincia di Terni, le scrofe sono molte di più di 500. Questo dato emerge dalle segnalazioni dei 33 sindaci della provincia. Le segnalazioni sono state inviate al prefetto di Terni. Il prefetto ha compreso che abbattere 1.700 cinghiali è inefficace. È come «far cadere una goccia d'acqua in un mare», secondo Bandecchi.
I danni causati dai cinghiali sono innumerevoli. Costano alla Regione cause giudiziarie e risarcimenti onerosi. Questi incidono sulle spese legali dell'Ente. Ad ottobre 2026, la polizia provinciale non ha ricevuto i 200.000 euro promessi dalla Regione. Non si sa se la Provincia di Perugia abbia ricevuto i 400.000 euro richiesti.
Contributi regionali e convenzioni non mantenute
Bandecchi ricorda all'assessora Meloni il suo apprezzamento per il suo operato. Ricorda anche una promessa fatta a giugno 2025. L'assessora promise di integrare il contributo per le attività faunistico-venatorie. Si trattava di circa 80.000 euro per il 2025. Dopo verifiche, l'assessora non riuscì a mantenere l'impegno. Bandecchi accettò serenamente la situazione.
Nella stessa riunione, si discusse del 2026. Fu richiesto un contributo di 200.000 euro. L'assessora parlò di un massimo di 100-150.000 euro. Ad oggi, la nuova convenzione non è stata firmata. Le richieste avanzate non sono state ascoltate. La Polizia provinciale ha proseguito le attività di verifica. Ciò è avvenuto per le comunicazioni degli interventi disposti dall'Atc3, ai fini della sicurezza.
Le stimate 500 scrofe hanno partorito migliaia di cinghiali anche quest'anno. Gli abbattimenti non hanno arginato il problema. Bandecchi osserva che «non vedo le macellerie piene di cinghiali». La Provincia di Terni resta a disposizione della Regione, dei sindaci e dei cittadini. L'obiettivo è sviluppare piani coordinati per la gestione della specie.