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Una mostra a San Gemini rende omaggio ad Aurelio De Felice a trent'anni dalla sua scomparsa, esponendo opere inedite e la sua collezione d'arte.

A San Gemini la mostra dedicata ad Aurelio De Felice

La cittadina di San Gemini si prepara ad accogliere un evento culturale di rilievo. Viene inaugurata la mostra intitolata "Aurelio De Felice et ses amis à Paris et en Italie". L'esposizione rende omaggio all'artista Aurelio De Felice, a trent'anni dalla sua scomparsa.

L'artista è stato uno scultore e pittore di grande spessore. Fu anche un intellettuale capace di portare l'avanguardia internazionale in Umbria. La sua influenza raggiunse in particolare Terni. L'obiettivo della mostra è offrire uno spaccato ampio della sua figura artistica.

La curatela è affidata a Massimo Duranti e Andrea Baffoni. L'evento si svolgerà dal 26 settembre al 18 ottobre. Il percorso espositivo si snoderà tra Palazzo Vecchio e la Sala culturale di Stazioni di Posta.

Un'iniziativa promossa dall'Ente Giostra dell'Arme

L'iniziativa è promossa dall'Ente Giostra dell'Arme. Questo rinnova la tradizione di mostre annuali. La direzione è curata da Piero Zannoli. L'evento si realizza in collaborazione con il Museo d'arte moderna e contemporanea "Aurelio De Felice" di Terni.

Massimo Duranti ha presentato l'esposizione a Perugia. Ha sottolineato l'importanza di De Felice. Ha definito l'artista "un po' dimenticato". Tuttavia, ne ha evidenziato la fama europea come scultore e uomo di cultura. De Felice possedeva una personalità originale. La sua vicenda creativa fu lunga e intensa.

La sua arte si muoveva tra la tradizione plastica italiana e le istanze della modernità. Dopo le esposizioni a San Gemini di artisti come Burri, Dottori, Greco, Leoncillo e De Gregorio, Notari, quest'anno la scelta è ricaduta su De Felice.

Il percorso artistico di Aurelio De Felice

Aurelio De Felice intraprese il suo percorso artistico partendo dalla natia Umbria. Si trasferì poi a Roma. Successivamente raggiunse la Parigi del secondo dopoguerra. Qui intrecciò la sua ricerca con quella di importanti protagonisti dell'arte internazionale. Elaborò un linguaggio profondamente personale.

De Felice fu una figura poliedrica. Fu artista, intellettuale e promotore culturale. La sua esperienza fece da ponte tra l'Umbria e la scena artistica internazionale. Mantenne sempre un forte legame con la sua terra. Alla fine, volle restituire una parte significativa del suo patrimonio artistico e culturale.

La mostra presenta parte di questo patrimonio. Espone molte opere mai mostrate prima. L'obiettivo è offrire un compendio della migliore produzione scultorea e pittorica di De Felice. La sua eredità artistica viene così valorizzata.

Le sezioni della mostra

La sezione più ampia della mostra è allestita a Palazzo Vecchio. Qui si ripercorrono le principali tappe dell'itinerario creativo dell'artista. La selezione include opere scultoree. Sono presenti anche alcuni rari dipinti. Vi è una scelta di opere dalla sua collezione personale.

Queste opere testimoniano i rapporti e le frequentazioni di De Felice. Maturarono negli anni parigini e nell'ambiente artistico ternano. Offrono uno sguardo intimo sulla sua vita e sulle sue relazioni artistiche.

Nella Sala culturale di Stazioni di Posta trova spazio un'ampia rassegna di opere grafiche. Queste provengono dalla collezione di De Felice. Sono lavori di alcuni tra i maggiori artisti europei del Novecento. L'artista le donò al Comune di Terni.

Tra gli autori esposti figurano nomi di calibro internazionale. Si annoverano Joan Miró, Marc Chagall, Vasilij Kandinskij, Jean Cocteau, Pablo Picasso e Georges Braque. Questa sezione evidenzia la sua vasta cultura e il suo gusto.

Un intellettuale che ha contaminato la sua terra

Andrea Baffoni ha commentato il percorso espositivo a San Gemini. Ha dichiarato che, dopo un decennio di mostre, si è giunti a De Felice. L'intento è restituire alla visione non solo le sue opere. Si vuole mostrare anche l'ampiezza di vedute di un intellettuale. Un uomo che, tornato da Parigi, ha contaminato la sua terra con l'avanguardia.

Ha acquistato opere che ora fanno parte di una collezione donata alla comunità. Questo gesto sottolinea la sua volontà di arricchire il patrimonio culturale locale. La mostra celebra questo suo lascito.

Anche il sindaco di San Gemini, Luciano Clementella, ha espresso soddisfazione. Ha affermato che il percorso avviato ha permesso di realizzare mostre eccezionali. Quest'anno, l'orgoglio è ancora maggiore nel celebrare un artista che è rimasto "un po' in secondo piano".

Il sindaco ha ricordato che la mostra si prolunga di una settimana. Questo avviene rispetto al periodo della Giostra dell'Arme. L'evento offre un'opportunità preziosa per riscoprire un grande artista umbro.

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