L'Umbria si prepara a un cambio di tempo tra il 2 e il 3 aprile 2026. Dopo una fase di maltempo, l'anticiclone delle Azzorre porterà stabilità. Previsti venti forti e un aumento delle temperature.
Maltempo in esaurimento sull'Italia
Una perturbazione fredda dall'Europa orientale, denominata ciclone Erminio, sta influenzando il Mediterraneo Centrale. Questo sistema causa condizioni di maltempo diffuse su gran parte della penisola italiana, la Grecia e i Balcani. Tuttavia, nelle prossime ore, il ciclone si sposterà verso est.
Questo spostamento favorirà l'avanzata dell'anticiclone delle Azzorre. L'alta pressione si affermerà sull'Europa occidentale. Di conseguenza, si prevedono alcuni giorni di tempo stabile anche sul territorio italiano.
Giovedì 2 aprile: residui fenomeni e venti forti
Per la giornata di giovedì 2 aprile, la Protezione Civile Regionale dell'Umbria segnala fenomeni residui al mattino. Questi si concentreranno sull'Appennino sud-orientale. La neve cadrà a quote superiori ai 1000 metri, con una tendenza all'ulteriore rialzo.
I fenomeni dovrebbero esaurirsi completamente in serata. Un'eccezione riguarderà i Monti Sibillini. Lì persisteranno deboli nevicate oltre i 1200 metri di altitudine. I venti soffieranno da forti a burrasca durante la mattinata. Nel pomeriggio, l'intensità diminuirà, rimanendo comunque forte.
Le temperature subiranno un lieve aumento generale. Questo incremento è previsto su tutta la regione.
Venerdì 3 aprile: miglioramento e possibili gelate notturne
Venerdì 3 aprile vedrà un ulteriore miglioramento delle condizioni meteorologiche. Si attendono precipitazioni brevi e isolate solamente sui Monti Sibillini. Successivamente, il tempo diventerà generalmente stabile su tutta la regione.
I venti saranno moderati o forti, con provenienza da Grecale. In serata, la loro intensità tenderà a diminuire significativamente. Le temperature massime registreranno un aumento, anche sensibile. I valori serali, invece, potrebbero subire un calo.
Si segnala la possibilità di gelate notturne localizzate lungo la dorsale appenninica. Questo fenomeno è legato al calo delle temperature serali.
Questa notizia riguarda anche: