Il processo per l'omicidio di Bala Sagor, avvenuto a Spoleto, è iniziato a Terni. L'imputato, Dmytro Shuryn, è accusato di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere. La corte ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica.
Inizia il processo per l'omicidio di Bala Sagor
A Terni è iniziato il procedimento giudiziario per l'omicidio di Bala Sagor. La vittima, un giovane di 21 anni originario del Bangladesh, era conosciuto da tutti come Obi. L'episodio è accaduto lo scorso settembre nella città di Spoleto.
L'unico imputato nel caso è Dmytro Shuryn, un cittadino ucraino di 33 anni. L'uomo, che in passato lavorava come cuoco, deve rispondere di diversi capi d'accusa. Tra questi figurano l'omicidio, aggravato da motivi considerati futili, e anche il vilipendio e l'occultamento del cadavere del giovane Obi.
Le accuse contro Dmytro Shuryn
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, Shuryn avrebbe sezionato e nascosto il corpo di Bala Sagor. L'obiettivo, secondo la prospettiva dell'accusa, era quello di eliminare ogni traccia del crimine commesso. Le indagini condotte dai Carabinieri e dalla Procura di Spoleto hanno portato all'arresto del trentatreenne.
La rappresentanza in aula dell'accusa è stata affidata al procuratore Claudio Cicchella e al sostituto Roberta Del Giudice. Le autorità ritengono che Shuryn abbia colpito Obi con un coltello. L'aggressione sarebbe avvenuta nella cantina dell'abitazione dell'imputato, situata in via Pietro Conti.
Il movente scatenante la violenza sarebbe stato un litigio per questioni economiche. In particolare, si parla di un prestito di circa 200 euro che Bala Sagor aveva concesso a Dmytro Shuryn e che ora reclamava indietro. Questo debito sarebbe stato la causa scatenante della lite degenerata in omicidio.
Decisioni della Corte e prossimi passi
Durante la prima udienza, la Corte d'Assise, presieduta da Simona Tordelli, ha preso una decisione importante. È stata respinta la richiesta avanzata dalla difesa di Dmytro Shuryn. La difesa aveva chiesto una perizia psichiatrica per valutare se la presunta ludopatia dell'imputato avesse compromesso la sua capacità di intendere e di volere al momento del fatto.
Contemporaneamente, la Corte ha ammesso le parti civili. Si tratta dei familiari della vittima: i genitori, le due sorelle e la nonna di Bala Sagor. La loro presenza in aula sottolinea il profondo dolore e la ricerca di giustizia per la tragica perdita del giovane.
Successivamente, si è proceduto all'ascolto dei primi testimoni presentati dall'accusa. Le deposizioni serviranno a ricostruire ulteriormente la dinamica degli eventi e a fornire elementi utili alla corte per la decisione finale. Si prevede che la sentenza possa arrivare nel mese di giugno.
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