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Il film 'Illusione' di Francesca Archibugi porta sul grande schermo una storia di cronaca dimenticata. La regista ha voluto dare voce a una giovane vittima, ispirandosi a un fatto accaduto in Umbria.

La genesi di un'ispirazione cinematografica

La regista Francesca Archibugi ha raccontato la nascita del suo ultimo film, intitolato 'Illusione'. L'idea è scaturita dalla lettura di un articolo di cronaca circa dieci anni fa. Il pezzo, pubblicato sul Corriere dell'Umbria, descriveva il ritrovamento del corpo di una ragazza minorenne in un fosso vicino all'autostrada. La giovane, creduta morta, era in realtà ancora viva.

Questo evento ha profondamente colpito la regista. Nei giorni successivi, Archibugi ha cercato ulteriori informazioni sul caso, ma senza successo. La mancanza di notizie successive l'ha spinta a pensare: «Se il destino di questa donna non interessa più a nessuno, allora interessa a me». La decisione di dedicare un film a questa vicenda dimenticata è stata quindi immediata.

'Illusione': la trama e i protagonisti

'Illusione' narra la storia di Rosa Lazar, una quindicenne moldava interpretata da Angelina Andrei. La giovane viene ritrovata in condizioni critiche sotto un cavalcavia. La sua vicenda diventa il fulcro di un'indagine complessa, sia giudiziaria che psicologica.

A condurre le indagini sono la sostituta procuratrice Cristina Camponeschi, nel cui ruolo troviamo Jasmine Trinca, e lo psicologo Stefano Mangiaboschi, interpretato da Michele Riondino. Nonostante le terribili esperienze subite, Rosa manifesta una gioia quasi patologica nel confrontarsi con il mondo. Questo atteggiamento nasconde un profondo disagio interiore, che il film esplora con attenzione.

Le interpretazioni e le sfumature psicologiche

Jasmine Trinca descrive il suo personaggio, Cristina Camponeschi, come una donna di legge severa. Il suo obiettivo è restituire giustizia e dare voce alla giovane vittima. Tuttavia, l'attrice suggerisce che anche la procuratrice potrebbe nascondere ferite personali, simili a quelle di Rosa.

Michele Riondino, invece, parla del suo ruolo, Stefano Mangiaboschi. Il suo personaggio vive una fusione tra sfera pubblica e privata. Il confronto con Rosa lo porta a mettere in gioco se stesso, un aspetto che l'attore paragona alla propria esperienza con l'analisi personale. La capacità di Rosa di far emergere le zone d'ombra interiori di chi le sta intorno è un elemento chiave della narrazione.

Potere maschile e critica sociale

Il film affronta anche il tema del potere maschile, esplorato attraverso i luoghi della prostituzione frequentati da Rosa. La clientela include figure politiche e giornalistiche, con riferimenti a contesti come Strasburgo e Bruxelles. La regista sottolinea come il film sia stato scritto prima dei recenti scandali legati a figure come Epstein.

Archibugi osserva che i giovani uomini tendono a voler conquistare le donne, mentre con il tempo in molti uomini prevale la sopraffazione. La potenza della gioventù lascia spazio a una forma di potere più cinica e dominante. Il film, quindi, offre una riflessione critica sulla natura del potere e sulle sue manifestazioni.

Controversie sui finanziamenti

Al termine della presentazione, il produttore Domenico Procacci ha espresso sorpresa e delusione per la mancata assegnazione di contributi selettivi al film 'Illusione'. La commissione cinema ha negato i fondi, bocciando la sceneggiatura. Procacci definisce «assurdo» il giudizio negativo su un trattamento curato da Francesca Archibugi insieme a Francesco Piccolo e Laura Paolucci.

Il produttore ha annunciato l'intenzione di presentare ricorso contro questa decisione. La speranza è di ottenere un riesame del progetto, considerato di grande valore artistico e sociale. Il film, con un cast che include anche Vittoria Puccini e Filippo Timi, mira a portare alla luce una storia che merita di essere raccontata.