Condividi

Un attivista palestinese detenuto a Terni scrive ai giudici di Cassazione, difendendo le sue azioni di beneficenza contro accuse di finanziamento ad Hamas. L'inchiesta della procura di Genova si avvia alla conclusione.

La difesa di Mohammad Hannoun

L'attivista palestinese Mohammad Hannoun ha inviato una lettera ai giudici della Corte di Cassazione. Egli è attualmente detenuto nel carcere di Terni. Le accuse nei suoi confronti riguardano il presunto finanziamento del gruppo Hamas. La sua difesa si basa sulla distinzione tra solidarietà e terrorismo.

Hannoun afferma che la solidarietà e l'assistenza umanitaria sono il cuore della sua associazione. L'obiettivo è alleviare le sofferenze di una popolazione in difficoltà. Se queste azioni venissero interpretate come terrorismo, egli ribadirebbe la coerenza delle sue convinzioni.

L'architetto palestinese sottolinea di aver sempre operato con trasparenza. Ha agito nel pieno rispetto delle leggi italiane e internazionali. Ha seguito le norme che regolano le attività umanitarie e di cooperazione.

Progetti e convinzioni dell'Abspp

Nella sua missiva, Hannoun descrive i progetti dell'associazione Abspp. Spiega che le loro azioni nascono dalla constatazione delle gravi sofferenze dei palestinesi. La tutela della vita umana e della dignità sono principi universali per lui.

La sua associazione si ispira alla convinzione che la dignità delle persone debba essere un valore fondamentale. La tutela dei diritti umani è un principio che non conosce confini. La sua opera mira a portare un contributo, seppur piccolo, a chi vive in condizioni estreme.

L'attivista esprime l'auspicio che la Corte di Cassazione si attenga ai principi del diritto. Spera in un accertamento obiettivo dei fatti. Confida nel rispetto delle garanzie fondamentali dello Stato di diritto.

Conclusione delle indagini e udienza

La procura di Genova si prepara a chiudere l'inchiesta. L'udienza in Cassazione è fissata per il 9 ottobre. Sarà la seconda volta che la Corte si pronuncerà sulla richiesta di scarcerazione di Hannoun. I suoi legali, Dario Rossi e Fabio Sommovigo, hanno presentato la richiesta.

Indipendentemente dalla decisione della Cassazione, i termini per la custodia cautelare scadranno il 27 dicembre. Questo avverrà un anno dopo gli arresti. I termini potranno essere rinnovati solo con un rinvio a giudizio.

Insieme a Mohammad Hannoun, restano detenuti i suoi stretti collaboratori. Si tratta di Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud. La vicenda giudiziaria prosegue mentre le indagini si avvicinano alla conclusione.

Questa notizia riguarda anche: