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La 130esima edizione del Cantamaggio Ternano entra nel vivo con il concorso di canzoni dialettali al Teatro Secci. L'evento celebra la tradizione locale con brani inediti e la partecipazione di scuole di musica.

Il concorso di canzoni anima il Cantamaggio

La 130esima edizione del Cantamaggio Ternano entra nel vivo oggi, venerdì 24 aprile. L'evento si svolge presso il Teatro Secci di Terni. La serata è dedicata al concorso di canzoni maggiaiole. La competizione è intitolata «Giuseppe Capiato».

Sono ammessi brani inediti in dialetto ternano. I temi sono a libera scelta. Possono partecipare gruppi maggiaioli e artisti locali. La competizione mira a valorizzare la cultura e la lingua del territorio.

Dodici brani in gara e scuole di musica

Ben 12 brani sono in concorso quest'anno. Di questi, 5 sono legati al tema dei carri allegorici. I carri sfileranno il prossimo 30 aprile. Gli altri 7 brani sono a tema libero. Due di questi sono stati presentati da partecipanti esterni ai gruppi maggiaioli.

La serata vedrà anche la partecipazione di 10 scuole di musica locali. Tra queste figurano Musicalia e Atelier Musicale. Parteciperanno anche Sintonie, Vocal Master e All Music. Completano l'elenco C.D.A.M., Intelligent Keyboard, Welab, Vox Revolution e Musical Accademy.

Un invito alla partecipazione cittadina

Maurizio Castellani, presidente dell'Ente Cantamaggio Ternano, invita tutta la cittadinanza. «Ci tengo a invitare tutta la cittadinanza a partecipare alle numerose iniziative», ha dichiarato. Sottolinea la presenza di tradizione e novità in questa edizione. «Questo non è solo un nostro traguardo, ma un traguardo dell'intera città», ha aggiunto Castellani.

Il presidente auspica che questa festa di primavera possa consolidarsi. Vuole che diventi un esempio a livello nazionale. L'obiettivo è valorizzare il patrimonio immateriale. Si punta anche a rafforzare la coesione sociale. La festa rappresenta un momento di unione per la comunità.

Le origini storiche del Cantamaggio

Le radici del Cantamaggio Ternano affondano nel passato. La tradizione risale alla notte del 30 aprile 1896. Una comitiva guidata dal poeta ternano Furio Miselli animò la serata. Il loro intento era recuperare e valorizzare le usanze locali. Percorsero le campagne cantando in dialetto.

Portavano con sé un ramo fiorito. Questo era ornato da lanterne. Era chiamato il cosiddetto «arburittu». Questo gesto segna l'inizio di una tradizione che perdura da oltre un secolo. La festa celebra la primavera e l'identità ternana.

Ulteriori iniziative e conferme

La 130esima edizione del Cantamaggio è stata presentata ufficialmente. Il programma prevede 7 carri allegorici. Ci saranno 12 canzoni in concorso. Sono state raccolte anche 104 poesie. Il presidente Castellani ha evidenziato come l'evento sia un esempio di coesione sociale. L'assessore Laudadio ha confermato il legame profondo tra comunità e tradizioni.