Condividi

Il Governatore Francesco Roberti ha convocato un incontro urgente al Cosib di Termoli per affrontare la crisi della Kuehne+Nagel. La multinazionale logistica ha annunciato la chiusura dello stabilimento molisano, minacciando 54 posti di lavoro. I sindacati chiedono un tavolo ministeriale per scongiurare la chiusura e mantenere l'attività sul territorio.

Crisi Kuehne+Nagel a Termoli: la risposta delle istituzioni

La multinazionale Kuehne+Nagel ha comunicato la decisione di chiudere il proprio stabilimento situato a Termoli. Questa notizia ha immediatamente suscitato forte preoccupazione tra i 54 lavoratori impiegati nella struttura. La chiusura è prevista per il prossimo mese di marzo. Di fronte a questa prospettiva, le organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero ad oltranza. La loro azione mira a sensibilizzare le istituzioni e a trovare soluzioni concrete per evitare la perdita di posti di lavoro.

In risposta alla mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati, il Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, ha preso un'iniziativa concreta. Ha convocato una riunione di primaria importanza che si terrà presso la sede del Cosib (Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Molise) a Termoli. L'incontro è fissato per il prossimo 5 novembre. L'obiettivo è quello di avviare un dialogo costruttivo con tutte le parti coinvolte.

Alla riunione parteciperanno i rappresentanti sindacali e le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) della Kuehne+Nagel. Saranno presenti anche il consigliere regionale Di Lucente e il presidente Roberti. Si cercherà di comprendere a fondo le motivazioni che hanno portato la multinazionale a questa drastica decisione. Si esploreranno, al contempo, tutte le possibili vie d'uscita per salvaguardare l'occupazione e l'attività produttiva nel territorio molisano.

Le richieste dei sindacati e l'appello alla Regione

Le organizzazioni sindacali, tra cui la Uilm Molise rappresentata dal segretario regionale Francesco Guida, hanno confermato la prosecuzione dello sciopero. Tuttavia, hanno espresso disponibilità a partecipare all'incontro convocato dal Governatore. «Lo sciopero continua a oltranza», ha dichiarato Guida, «ma incontreremo al Cosib il presidente Roberti e il consigliere Di Lucente per una riunione». Questa dichiarazione sottolinea la determinazione dei lavoratori a non arrendersi di fronte alla minaccia della chiusura.

La richiesta principale avanzata dai sindacati è la creazione di un tavolo di confronto a livello ministeriale. Nello specifico, si chiede l'intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questa istanza era già stata formalizzata il 29 ottobre scorso. L'obiettivo è quello di ottenere un impegno concreto da parte del governo nazionale per sostenere la vertenza. Si spera di poter convincere la multinazionale a rivedere la propria decisione e a rimanere sul territorio.

La proposta dei sindacati non si limita a chiedere la permanenza della Kuehne+Nagel. Si auspica che la società possa continuare a offrire i propri servizi logistici ad altre realtà imprenditoriali presenti in Molise e non solo. L'idea è quella di integrare l'attività della multinazionale nel tessuto economico regionale, creando sinergie positive. Si cerca una soluzione che vada oltre la semplice sopravvivenza dello stabilimento, puntando a un rilancio dell'indotto.

L'impatto economico e sociale sul Molise

Il segretario generale della Uil Trasporti Molise, Nicola Scafa, ha lanciato un appello accorato alle istituzioni regionali e nazionali. «Il Molise non può permettersi di perdere altri posti di lavoro», ha affermato Scafa. Ha evidenziato la fragilità economica della regione, già segnata da fenomeni di spopolamento e da significative difficoltà occupazionali. Ogni posto di lavoro che scompare rappresenta, secondo il sindacalista, una ferita profonda per un territorio che necessita urgentemente di investimenti e di nuove prospettive di sviluppo.

Scafa ha espresso forte contrarietà all'idea che il progressivo indebolimento del polo industriale di Termoli possa trascinare con sé anche altri settori cruciali per l'economia locale. Tra questi, ha citato il mondo della logistica, dell'autotrasporto, dei multiservizi e del trasporto pubblico locale. La chiusura di uno stabilimento come quello della Kuehne+Nagel potrebbe innescare un effetto domino negativo, compromettendo ulteriormente il già precario equilibrio economico della regione.

La multinazionale Kuehne+Nagel è un colosso globale nel settore della logistica. Possiede circa 1.300 sedi distribuite in quasi 100 Paesi in tutto il mondo. La sua presenza in Molise, seppur con un numero limitato di dipendenti (54), rappresentava un tassello importante nel panorama industriale della regione. La decisione di chiudere lo stabilimento di Termoli solleva interrogativi sulla strategia aziendale e sull'attrattività del territorio per le grandi imprese.

Il contesto industriale di Termoli e le sfide future

La città di Termoli, situata sulla costa adriatica del Molise, è storicamente un importante centro industriale e portuale. Il suo polo industriale ha rappresentato per decenni un motore di sviluppo per l'intera regione. La presenza di aziende significative nel settore manifatturiero e logistico ha garantito occupazione e indotto per molte famiglie molisane. Tuttavia, negli ultimi anni, il tessuto industriale ha affrontato sfide crescenti, legate alla globalizzazione, alla concorrenza internazionale e alla necessità di innovazione tecnologica.

La vicenda Kuehne+Nagel si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che alcune realtà produttive stanno vivendo. La regione Molise, essendo la più piccola d'Italia per estensione e popolazione, soffre particolarmente quando perde opportunità di investimento e posti di lavoro. Le istituzioni locali e regionali sono chiamate a un impegno costante per attrarre nuove imprese, sostenere quelle esistenti e promuovere percorsi di riqualificazione professionale per i lavoratori.

L'incontro al Cosib rappresenta un momento cruciale. La speranza è che possa portare a una soluzione positiva per i 54 lavoratori della Kuehne+Nagel. La mobilitazione sindacale e l'intervento del Governatore Roberti dimostrano la volontà di affrontare la crisi con determinazione. Il futuro del polo industriale di Termoli e, più in generale, dell'occupazione in Molise, dipenderà anche dalla capacità di creare un ambiente favorevole agli investimenti e di garantire stabilità alle imprese che scelgono di operare sul territorio.