Circa 200 cittadini si sono riuniti a Termoli per protestare contro i tagli alla sanità, chiedendo fondi per i servizi essenziali e non per le spese militari. L'assemblea ha lanciato un appello alla mobilitazione.
Sanità pubblica al centro della protesta a Termoli
Un nutrito gruppo di cittadini si è riunito nel cuore di Termoli. La manifestazione ha visto la partecipazione di circa 200 persone. L'evento si è svolto in largo Santoro, un'area adiacente alla chiesa di Sant'Antonio.
Il messaggio principale è stato chiaro e forte. Si è levato un grido unanime: «Non un euro per le armi. Tutti i soldi per la sanità, i servizi, i territori». Questa è stata la richiesta centrale emersa dall'assemblea pubblica.
Appello per una sanità più forte e accessibile
I partecipanti si sono disposti in cerchio sui gradoni della piazza. Hanno ascoltato con attenzione gli interventi che hanno ribadito un concetto fondamentale. È stato sottolineato come sia «possibile e necessario ricostruire una vertenza larga». Questo appello nasce in risposta a quello che viene definito un «disastroso Piano sanitario».
Durante l'incontro sono state proposte soluzioni concrete. Si è parlato di utilizzare le «leggi di iniziativa popolare». Queste leggi riguardano sia il servizio sanitario nazionale sia le condizioni di lavoro negli appalti pubblici. L'obiettivo è invertire la rotta attuale.
Critiche al piano sanitario regionale
Roberto De Lena, esponente de «La Città invisibile», ha evidenziato la gravità della situazione. La chiusura dell'emodinamica a Termoli è stata definita solo «un pezzo della questione». Ha aggiunto che questo evento è «il punto di partenza» per analizzare problemi più ampi. La situazione attuale viene inquadrata in un contesto economico preoccupante. Questo sistema economico starebbe portando verso «guerra, autoritarismo, smantellamento del welfare».
Anche il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, ha inviato un messaggio. Non potendo essere presente, ha espresso la sua vicinanza. Ha definito Termoli una «trincea». Ha sottolineato come questo territorio, insieme a Isernia, Agnone e tutto l'Alto Molise, stia pagando un prezzo «alto e ingiusto». Ha lanciato un invito alla mobilitazione congiunta.
Il Molise a rischio, la denuncia della Rete della Sinistra
Marcella Stumpo, rappresentante della Rete della Sinistra, ha espresso forte preoccupazione. Ha affermato che una regione «fragile come il Molise» rischia di essere «condannata alla morte». Ha sollevato un interrogativo cruciale sul diritto alla salute. Ha evidenziato le difficoltà per raggiungere l'ospedale più vicino in caso di emergenze. Per un ictus o un aneurisma, da alcuni paesi, ci possono volere «anche tre ore». Questo tempo include il tragitto delle ambulanze sulle strade dissestate. Le condizioni delle strade, tra frane e chiusure, aggravano ulteriormente la situazione.
L'esempio degli studenti e la CGIL
Sabrina Del Pozzo, segretaria CGIL Molise, ha esortato all'azione. Ha suggerito di «seguire l'esempio degli studenti». Gli studenti, sia a Isernia che a Termoli, hanno già mostrato la via da intraprendere. Questo riferimento indica la necessità di un impegno attivo e di nuove forme di protesta.
La mobilitazione a Termoli evidenzia la crescente preoccupazione dei cittadini per la tenuta del sistema sanitario regionale. La richiesta di dirottare fondi verso la sanità, anziché verso le spese militari, risuona come un monito importante per le istituzioni. La partecipazione di circa 200 persone dimostra la sensibilità del territorio su questi temi.