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Gravi danni agli impianti sciistici di Prati di Tivo dopo le abbondanti nevicate. L'ex gestore Marco Finori denuncia l'abbandono e richiede il sequestro cautelativo dei beni per presunta inadeguatezza gestionale.

Danni ingenti agli impianti sciistici

La località sciistica di Prati di Tivo presenta uno scenario desolante. Le abbondanti nevicate hanno causato distruzione agli impianti di risalita. La seggiovia è stata gravemente danneggiata. Le cabine giacciono a terra, ridotte a rottami. Si notano anche pali divelti, segno evidente di un violento impatto con la neve accumulata.

Questo disastro non è attribuito alle sole condizioni meteorologiche avverse. L'ex gestore, Marco Finori, punta il dito contro l'attuale gestione. Egli parla di un risultato conseguente a due mesi di amministrazione da parte di Gst e Provincia. Finori sottolinea come, durante la sua gestione, simili eventi catastrofici non si siano mai verificati.

Critiche alla gestione attuale e richiesta di sequestro

Marco Finori ha espresso profonda preoccupazione per lo stato degli impianti. Ha dichiarato: «Questo è il frutto dopo due mesi di gestione Gst e Provincia. A noi mai successo». Egli critica apertamente le pratiche adottate dalla nuova gestione. Secondo Finori, non sono stati utilizzati i sistemi di protezione come i gazex. Questi ultimi erano invece impiegati regolarmente durante la sua amministrazione.

Inoltre, non sarebbero state adottate misure adeguate per la messa in sicurezza delle strutture. La rimozione della neve in eccesso e la protezione delle vetrate con legname sono state trascurate. La presenza di personale specializzato sul posto, fondamentale per la custodia dei beni, sarebbe venuta meno. Finori parla di un «abbandono totale» della località.

L'ex gestore ipotizza che Gst non sia consapevole dell'entità dei danni. Sospetta persino che non siano state stipulate le necessarie polizze assicurative. Queste ultime, con costi stimati tra i 10.000 e i 14.000 euro, sarebbero essenziali per coprire eventuali sinistri. La mancata stipula esporrebbe Gst a rischi economici ingenti, con la potenziale perdita dell'intero capitale investito.

Finori afferma: «Questa la prova che Gst non è in grado di gestire e custodire questi impianti». I danni stimati ammontano a centinaia di migliaia di euro. Si attendono ancora valutazioni sui danni a monte e alle altre infrastrutture. La situazione è definita «indescrivibile».

Responsabilità della Provincia e della Regione

Oltre ai danni diretti causati dalla neve e dalla presunta cattiva gestione, Marco Finori solleva critiche anche nei confronti della Provincia di Teramo. L'ente avrebbe contribuito al disastro con la chiusura del piazzale. Questa decisione sarebbe stata presa per la mancata installazione degli o'bellx. Finori menziona l'esistenza di querele relative a questo specifico provvedimento.

La gestione della Provincia di Teramo viene definita «penosa». Anche la Regione viene chiamata in causa. Si imputa all'ente regionale la mancata vigilanza, nonostante le promesse di controllo. L'intera vicenda rappresenta un grave danno erariale e un colpo per le infrastrutture turistiche della zona. Sia Gst che la Provincia mancherebbero delle competenze necessarie per affrontare la situazione.

Di fronte a questo scenario, Marco Finori ha annunciato l'intenzione di presentare una nuova richiesta di sequestro cautelativo dei beni. L'obiettivo è preservare ciò che resta degli impianti e avviare un'indagine approfondita sulle responsabilità.

Domande frequenti su Prati di Tivo

Quali sono i danni subiti dagli impianti sciistici di Prati di Tivo?

Gli impianti sciistici di Prati di Tivo hanno subito danni ingenti a causa delle abbondanti nevicate. La seggiovia è distrutta, le cabine sono state massacrate e giacciono a terra, e si segnalano pali divelti.

Chi ha richiesto il sequestro degli impianti e perché?

L'ex gestore, Marco Finori, ha richiesto il sequestro cautelativo dei beni. La richiesta è motivata dalla presunta inadeguatezza gestionale di Gst e Provincia, che avrebbero causato danni ingenti per negligenza e mancata messa in sicurezza delle strutture.

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