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L'Istituto Zooprofilattico dell'Abruzzo e del Molise si unisce a CoViNet, la rete globale dell'OMS. L'adesione rafforza la sorveglianza su virus emergenti e zoonosi, integrando la salute animale in un network internazionale.

Un nuovo membro per la rete CoViNet

Nel marzo del 2026, la rete internazionale CoViNet ha ampliato i suoi orizzonti. L'Organizzazione mondiale della sanità ha dato il benvenuto all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise. Questo ingresso porta il network a contare 58 laboratori sparsi in 35 nazioni. La rete consolida così una presenza sempre più estesa a livello mondiale.

CoViNet rappresenta l'evoluzione di un sistema nato all'inizio del 2020. L'OMS lo creò per far fronte alla pandemia da Covid-19. Inizialmente, era una rete di laboratori di riferimento per il SARS-CoV-2. Il suo scopo era supportare i paesi con scarse capacità diagnostiche. Terminata l'emergenza, nel 2023 il progetto è stato ridefinito. Sono state incluse nuove competenze e ambiti di intervento.

Oltre alla sorveglianza epidemiologica e di laboratorio, la rete si occupa ora di salute animale. Monitora anche l'ambiente e studia altri coronavirus. Tra questi rientrano il MERS-CoV. Si dedica anche all'individuazione di nuovi virus potenzialmente pericolosi per l'uomo. L'espansione è continuata nel tempo. Ai 35 laboratori iniziali in 28 paesi si sono aggiunte altre 21 strutture nel 2025. L'obiettivo è una copertura globale più capillare.

Il ruolo dell'istituto abruzzese

L'istituto abruzzese si inserisce in questo contesto globale. La sua partecipazione rafforza l'approccio multidisciplinare della rete. Il direttore generale Nicola D'Alterio sottolinea l'importanza di questo ingresso. Esso testimonia il posizionamento dell'ente nella ricerca internazionale. Valorizza anche il modello "One Health". Questo modello integra salute umana, animale e ambientale.

Un aspetto significativo riguarda la natura dei laboratori coinvolti. Dei 58 laboratori, solo sei operano nel settore della sanità animale. Tra questi figura proprio l'istituto italiano. La maggioranza delle strutture lavora invece nella salute umana. Ne è un esempio l'Istituto Spallanzani. Alcuni membri della rete svolgono anche funzioni di riferimento per organizzazioni internazionali. Tra queste figurano la FAO e la WOAH. Ciò favorisce sinergie operative su scala globale.

Focus su virus zoonotici e sorveglianza

L'Istituto Zooprofilattico dell'Abruzzo e del Molise ospita diversi centri di eccellenza riconosciuti a livello internazionale. Possiede otto centri riconosciuti dalla WOAH. Ha due centri approvati dall'Unione Europea. Inoltre, conta quattro centri accreditati dalla FAO. Uno di questi è specificamente dedicato ai coronavirus zoonotici. L'attenzione verso questi virus rimane elevata.

Il MERS-CoV, ad esempio, continua a circolare in alcune aree. Rappresenta una minaccia, seppur contenuta. Nel 2025 sono stati segnalati 17 casi nella Penisola Arabica. Si sono registrati anche quattro decessi. Due infezioni sono state rilevate in Francia. I casi riguardavano viaggiatori rientrati da zone endemiche. Questi episodi confermano l'importanza di mantenere attivi sistemi di sorveglianza efficaci.

In questo scenario, la disponibilità di test molecolari assume un ruolo centrale. Essi permettono di individuare tempestivamente eventuali casi sospetti. Per sostenere i paesi con risorse limitate, CoViNet ha promosso la distribuzione di kit diagnostici RT-PCR per il MERS-CoV. Questa iniziativa ha interessato undici nazioni considerate ad alto rischio. Tra queste figurano diversi paesi del Mediterraneo orientale. Vi sono inclusi Yemen, Libia, Pakistan, Somalia, Libano, Afghanistan, Marocco, Iran, Siria e Sudan.

L'attività della rete si inserisce in una strategia globale. Essa mira a rafforzare prevenzione, diagnosi e risposta a potenziali minacce sanitarie. L'approccio è integrato. Coinvolge molteplici settori e livelli di intervento. L'adesione dell'IZS rafforza ulteriormente questa collaborazione internazionale. Essa garantisce una maggiore capacità di risposta alle emergenze sanitarie globali.

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