Una cerimonia si è tenuta a Girifalco per ricordare le sei vittime dell'incidente aereo avvenuto il 31 ottobre 1977. L'evento ha visto la partecipazione di autorità militari, civili e familiari dei caduti.
Commemorazione a Girifalco per le vittime dell'incidente
La comunità di Girifalco ha reso omaggio alle vittime dell'incidente aereo di Monte Covello. L'evento si è svolto in occasione dell'anniversario della tragedia. Il 31 ottobre 1977, un elicottero dell'Arma dei Carabinieri precipitò. Sei militari persero la vita in quell'occasione.
La commemorazione ha avuto inizio con una messa nella chiesa di San Rocco. La funzione religiosa è stata officiata da diversi sacerdoti. Tra questi, don Antonio De Gori e don Paolo Calabretta. Presente anche il cappellano militare, don Vincenzo Ruggiero. La celebrazione ha visto la partecipazione di alte cariche dell'Arma dei Carabinieri.
Erano presenti il comandante interregionale Carabinieri "Culqualber", generale Claudio Domizi. C'era anche il comandante della Legione Carabinieri "Calabria", generale Lorenzo Sabatino. Una rappresentanza dell'Arma di Catanzaro ha preso parte alla cerimonia. Erano presenti anche autorità civili locali.
Hanno partecipato il vice sindaco di Girifalco e il sindaco di Amaroni. Erano presenti i familiari dei carabinieri caduti. Hanno preso parte anche delegati di associazioni professionali militari. Erano rappresentate anche associazioni del dipartimento Aereo e Navale. Presenti anche membri dell'Associazione Nazionale Carabinieri.
Il legame tra Girifalco e l'Arma dei Carabinieri
Il generale Lorenzo Sabatino ha sottolineato il forte legame tra la comunità di Girifalco e l'Arma dei Carabinieri. Ha evidenziato la partecipazione della popolazione alla commemorazione. Questo legame è rimasto saldo anche a 49 anni di distanza dalla tragedia. La partecipazione dimostra un profondo rispetto e memoria.
Il generale Sabatino ha ringraziato tutti i presenti. Ha ringraziato anche le autorità dell'Arma intervenute. Ha posto l'accento sul valore del sacrificio dei caduti. Hanno perso la vita durante un'attività di servizio cruciale. L'obiettivo era effettuare ricognizioni in aree a rischio.
Le aree interessate erano caratterizzate dalla presenza di consorterie criminali. Si trattava di gruppi di stampo 'ndranghetistico. L'attività di servizio mirava a contrastare tali presenze. Il sacrificio dei militari è stato fondamentale per la sicurezza del territorio.
La cerimonia a Monte Covello e i dettagli dell'incidente
Successivamente, la cerimonia si è spostata a Monte Covello. Qui si è reso omaggio ai caduti. Sono state deposte due corone d'alloro. Le corone sono state poste presso il Monumento eretto sul luogo dell'incidente. Il monumento ricorda la tragica perdita.
L'incidente avvenne nel primo pomeriggio. Il contatto radio con l'elicottero AB 205 si interruppe improvvisamente. A bordo viaggiavano i sei militari. Il generale Mino era in Calabria per un'ispezione. Voleva conoscere di persona le zone operative delle cosche della 'ndrangheta. Queste erano particolarmente attive nei sequestri di persona.
Il generale e i suoi collaboratori stavano effettuando una ricognizione aerea. Sorvolavano i territori di Rosarno, Taurianova e Reggio Calabria. Queste aree erano considerate strategiche per le attività criminali. L'elicottero era impegnato in un'operazione di sorveglianza.
I resti del velivolo furono ritrovati solo a tarda sera. L'elicottero era precipitato nella nebbia. Si trovava alle pendici del versante est di Monte Covello. La località esatta del ritrovamento è Rimitello. Le condizioni meteorologiche avverse hanno probabilmente contribuito all'incidente.
Le vittime dell'incidente aereo del 1977
Tra le vittime dell'incidente vi era il generale Enrico Mino. Era il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri. La sua morte rappresentò una grave perdita per l'istituzione. Il colonnello Francesco Friscia, comandante della Legione Carabinieri di Catanzaro, perse la vita. Anche il tenente colonnello Luigi Vilardo, aiutante di campo del generale Mino, non sopravvisse.
Tra i caduti figurava anche il tenente colonnello Francesco Sirimarco. Era comandante del Centro Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare. Il tenente Francesco Cerasoli, pilota della Base Elicotteri di Vibo Valentia, morì nell'incidente. Infine, il brigadiere Costantino Di Fede del Centro Elicotteri di Pratica di Mare è tra le vittime.
La loro missione era di fondamentale importanza. Stavano monitorando aree sensibili per la sicurezza nazionale. L'incidente ha segnato profondamente l'Arma dei Carabinieri. Ha lasciato un vuoto tra i ranghi e tra i familiari.
La commemorazione annuale serve a mantenere viva la memoria di questi uomini. Il loro sacrificio non deve essere dimenticato. La presenza delle istituzioni e della cittadinanza testimonia questo impegno. L'evento di Girifalco è un momento di riflessione e di ricordo.
La Calabria, in particolare le aree interessate dall'attività criminale, ricorda il coraggio di questi servitori dello Stato. La lotta alla criminalità organizzata ha visto molti eroi. I carabinieri caduti a Monte Covello sono tra questi. La loro dedizione è un esempio per le generazioni future.
La cerimonia ha rafforzato il senso di comunità. Ha rinsaldato il legame tra le forze dell'ordine e i cittadini. La memoria dei caduti è un patrimonio collettivo. La comunità di Girifalco si conferma custode di questa memoria storica.