Diciassette dipendenti Tiscali di Taranto sono stati trasferiti a Bari, scatenando la reazione dei sindacati. La decisione, comunicata il 22 aprile con decorrenza 13 maggio, solleva preoccupazioni per il futuro dei lavoratori e del sito pugliese.
Trasferimento di 17 lavoratori Tiscali da Taranto
La sede Tiscali di Taranto vedrà la partenza di 17 suoi dipendenti. A questi lavoratori è stata notificata una comunicazione di trasferimento verso la sede di Bari-Modugno. L'efficacia del provvedimento è fissata per il prossimo 13 maggio. La lettera ufficiale, inviata lo scorso 22 aprile, formalizza la decisione aziendale.
La comunicazione recita testualmente: «Con la presente Le comunichiamo il trasferimento». Questa frase ha innescato una forte reazione da parte delle organizzazioni sindacali. Le sigle Slc Cgil e Fistel Cisl hanno immediatamente espresso il loro dissenso. Definendo la mossa aziendale come «inaccettabile», i sindacati la interpretano come un vero e proprio «aut aut» per i lavoratori interessati.
Preoccupazioni per i costi e il futuro del sito
Le rappresentanze sindacali, attraverso le voci di Tiziana Ronsisvalle e Gianfranco Laporta, evidenziano le criticità della situazione. Il trasferimento, infatti, rischia di tradursi in «uscite forzate» dal posto di lavoro. Questo scenario è reso ancora più probabile considerando gli stipendi medi percepiti dai dipendenti. Si parla di cifre intorno ai mille euro mensili. Tali retribuzioni rendono «difficilmente sostenibili» i costi aggiuntivi legati allo spostamento quotidiano o al trasferimento effettivo.
Il sito tarantino ha subito una drastica riduzione del personale nel corso degli anni. Si è passati da circa 140 addetti agli attuali 17. Questa diminuzione è avvenuta anche a seguito di incentivi all'esodo offerti dall'azienda. La vicenda attuale si inserisce in un contesto più ampio. È in corso una procedura di composizione negoziata della crisi. Questa si sta svolgendo presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Interventi politici e annunci di mobilitazione
Attualmente, l'unica offerta vincolante per il ramo d'azienda B2C proviene dal gruppo Canarbino. La situazione ha visto l'intervento di diverse figure istituzionali. Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha manifestato il suo coinvolgimento. Ha assicurato di aver avviato interlocuzioni con il Governo e la Regione. L'obiettivo è tutelare i posti di lavoro a rischio. Anche il deputato di Forza Italia, Vito De Palma, ha espresso il suo parere. Ha definito il trasferimento disposto da Tiscali come «improponibile».
Le organizzazioni sindacali non intendono fermarsi. Hanno annunciato una prossima mobilitazione. È previsto un sit-in per il 25 maggio. Questa iniziativa si terrà in concomitanza con il prossimo incontro al ministero. Le richieste dei sindacati sono chiare: il ritiro immediato dei trasferimenti e la salvaguardia del sito produttivo di Taranto. La battaglia per difendere i posti di lavoro è appena iniziata.
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