A Taranto le scuole si impegnano a preservare la memoria delle vittime di mafia attraverso un nuovo progetto educativo. L'iniziativa mira a trasformare il ricordo in un'esperienza di apprendimento continua per gli studenti.
Scuole tarantine abbracciano la memoria delle vittime
Un'iniziativa educativa di rilievo è stata presentata a Taranto. Il progetto si chiama «Custodi di memoria, costruttori di futuro». È stato promosso dall'Anm e da Libera. L'evento si è svolto in concomitanza con l'anniversario della strage di Capaci. La cerimonia si è tenuta in via della Liberazione. Questo luogo è tristemente noto per l'omicidio di Giovanbattista Tedesco. Egli era un ex carabiniere e vigilante. Fu ucciso il 2 ottobre 1989. L'assassinio avvenne sotto casa sua. Tedesco si era opposto alle infiltrazioni mafiose all'interno dello stabilimento Ilva.
L'obiettivo principale del progetto è ambizioso. Si vuole evitare che la memoria delle vittime innocenti venga relegata solo a occasioni commemorative. Si punta a renderla un'esperienza educativa costante. Ogni istituto scolastico avrà la possibilità di scegliere una storia. La scuola si impegnerà a custodirne la memoria. Ciò avverrà tramite attività didattiche mirate. Saranno organizzati incontri e momenti pubblici. Si promuoveranno percorsi di cittadinanza attiva.
Testimonianze e impegno contro l'omertà
All'incontro hanno partecipato diverse figure di spicco. Erano presenti Francesco Sansobrino e Raffaele Viglione per l'Anm Taranto. C'era anche la procuratrice Eugenia Pontassuglia. Ha preso la parola il sindaco Piero Bitetti. Non è mancato Remo Pezzuto, referente di Libera Taranto. Hanno portato la loro testimonianza Alessandro Tedesco, figlio di Giovanbattista. Presente anche Titti Basile, sorella del capitano Emanuele Basile. Quest'ultimo fu ucciso da Cosa Nostra il 4 maggio 1980 a Monreale. Infine, Simona Carpita, figlia di Piero Carpita. Carpita era un portinaio di Bresso, deceduto dopo essere rimasto coinvolto in un agguato mafioso il 15 settembre 1990.
Alessandro Tedesco ha sottolineato l'importanza di un ricordo vivo. Ha affermato: «Il ricordo non deve essere qualcosa di sterile». Ha aggiunto: «Sentiamo la responsabilità di raccogliere il testimone dei nostri cari». In qualità di docente e avvocato, Tedesco ha evidenziato il potenziale dei giovani. «So che dai ragazzi c'è tanto da imparare», ha detto. Ha concluso: «Per questo puntiamo tutto sui percorsi di legalità e l'educazione al rispetto delle regole».
Un progetto per il futuro della legalità
Francesco Sansobrino dell'Anm Taranto ha evidenziato il valore del luogo dell'incontro. Ha dichiarato: «Questo luogo non appartiene solo alla famiglia Tedesco ma a tutta la città». Ha ribadito la necessità di «custodire la memoria delle vittime innocenti». Ha aggiunto l'importanza di «portare queste storie nelle scuole contro omertà e indifferenza».
Per Remo Pezzuto, referente di Libera Taranto, il 23 maggio deve andare oltre la semplice celebrazione. Ha affermato: «Serve un impegno quotidiano contro mafie e corruzione». Ha spiegato che il progetto coinvolgerà le scuole della città. Gli studenti «adotteranno una vittima innocente di mafia di Taranto e della Puglia». Pezzuto ha concluso: «Storie spesso escluse dalle grandi narrazioni, ma capaci di offrire esempi concreti di dovere e rettitudine».