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Quattro adolescenti fermati per un omicidio a Taranto hanno scelto di non rispondere alle domande del giudice. La decisione arriva dopo il fermo per l'uccisione di Bakari Sako.

Udienza davanti al gip per i fermati

I quattro giovani, di età compresa tra i 15 e i 16 anni, hanno esercitato il loro diritto di non rispondere. Hanno preferito rilasciare brevi dichiarazioni spontanee. Queste riguardavano principalmente il loro comportamento nella vicenda in esame. I ragazzi sono stati fermati insieme a due maggiorenni. L'accusa è di omicidio nei confronti di Bakari Sako. Sako era un bracciante agricolo di 35 anni. Era originario del Mali. L'omicidio è avvenuto nella città vecchia all'alba del 9 maggio. I quattro sono comparsi questa mattina davanti alla giudice per i minorenni di Taranto. La gip Paola Morelli ha ascoltato la loro posizione. L'udienza serviva a convalidare i fermi. La giudice si è riservata la decisione. Valuterà la convalida e l'eventuale applicazione di misure cautelari. I giovani hanno incrociato più volte lo sguardo dei parenti. Questi attendevano in piazza, fuori dal tribunale.

Dettagli sull'indagine e i sospetti

Le indagini puntano su un quindicenne. Si ritiene che sia lui ad aver inferto le tre coltellate. Queste sono state dirette all'addome e sono risultate fatali. Il ragazzo compirà 16 anni il prossimo 19 maggio. Nell'inchiesta sono coinvolti anche due maggiorenni. Hanno 20 e 22 anni. I loro nomi sono Fabio Sale e Cosimo Colucci. Sono stati bloccati tra lunedì pomeriggio e martedì mattina. A tutti gli indagati viene contestato l'omicidio volontario. L'aggravante riguarda i futili motivi. L'accusa è quindi di omicidio volontario aggravato.

Il trasferimento dei minori e il saluto dei familiari

I quattro minorenni sono arrivati in Tribunale in due gruppi. Erano scortati da agenti di polizia. Al momento del trasferimento verso gli istituti penali minorili, i ragazzi sono stati accompagnati da un mezzo della polizia. Alcuni familiari si sono avvicinati. Hanno rivolto loro poche, ma significative parole. «Mi raccomando a come vi comportate», hanno detto. Un messaggio di incoraggiamento e raccomandazione. Un monito a mantenere un contegno adeguato. Questo è avvenuto mentre venivano condotti via.

Le dichiarazioni degli avvocati

All'uscita dal tribunale, gli avvocati difensori hanno rilasciato brevi dichiarazioni. «Non siamo autorizzati a dire nulla», hanno affermato. Hanno sottolineato la riservatezza del procedimento. Hanno evitato di fornire ulteriori dettagli sull'udienza. La loro posizione è di massimo riserbo. La vicenda giudiziaria è ancora in una fase preliminare. La decisione del gip sulla convalida dei fermi è attesa. Sarà fondamentale per gli sviluppi futuri dell'indagine.

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