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Taranto si posiziona come fulcro della transizione energetica in Italia. Il porto ionico mira a diventare un hub strategico per le energie rinnovabili offshore, con un focus sull'eolico. L'obiettivo è creare occupazione qualificata e stimolare l'economia del mare, trasformando la vocazione industriale della città.

Il porto ionico motore della decarbonizzazione

Il porto di Taranto è destinato a giocare un ruolo chiave nella transizione energetica del Paese. L'Associazione delle energie rinnovabili offshore (Aero) vede nella città pugliese un centro nevralgico per lo sviluppo dell'eolico galleggiante. Fulvio Mamone Capria, presidente di Aero, ha sottolineato questa visione durante un recente evento strategico. L'incontro si è focalizzato sulla pianificazione dei sistemi portuali italiani. I porti non sono più visti solo come punti di transito merci. Diventano invece motori industriali essenziali per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione prefissati per il 2030 e il 2050.

Mamone Capria ha partecipato al panel dedicato alla «Retroportualità sostenibile e rigenerazione urbana». Ha evidenziato come i porti debbano evolversi. La loro trasformazione è cruciale per la nuova economia del mare. Questo cambiamento porterà alla creazione di posti di lavoro qualificati. Genererà inoltre un valore aggiunto significativo per il territorio.

Eolico offshore: una sfida per il futuro

La sfida dell'eolico offshore, specialmente quello galleggiante, richiede una visione integrata. È necessario unire le infrastrutture marittime con la rigenerazione del territorio circostante. I porti devono diventare hub specializzati. Qui avverranno l'assemblaggio, il varo e la manutenzione delle grandi turbine eoliche. Questa trasformazione è fondamentale per creare una nuova economia legata al mare. Lo studio condotto da Intesa Sanpaolo, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Prometeia e Owemes conferma questo potenziale. Lo studio evidenzia la capacità di generare migliaia di posti di lavoro qualificati.

«Convertire i porti in hub logistici per le rinnovabili significa creare migliaia di posti di lavoro qualificati», ha dichiarato il presidente Mamone Capria. Questa trasformazione porterà benefici tangibili all'occupazione. Sarà un volano per l'economia locale e nazionale.

Taranto, laboratorio ideale per la transizione

La città di Taranto possiede caratteristiche uniche per guidare questa trasformazione. La sua storica vocazione industriale si unisce a una posizione geografica baricentrica nel Mediterraneo. Questi fattori rendono il porto ionico il «laboratorio ideale» per questo ambizioso progetto. Tuttavia, il passaggio dalla progettazione alla realizzazione concreta richiede azioni immediate. È urgente una semplificazione normativa. Serve una pianificazione certa delle aste previste dal decreto FER2. L'eolico offshore è una tecnologia ormai matura. È già ampiamente utilizzata in paesi come Francia e Gran Bretagna. L'Italia deve quindi puntare all'indipendenza energetica.

Questo obiettivo si persegue attraverso un mix di produzione da fonti rinnovabili. È necessaria una politica di pianificazione strategica. Questa renderà il sistema energetico italiano più resiliente, sicuro ed efficiente. L'eolico offshore, per sua natura infrastrutturale, risponde perfettamente a queste esigenze. Lo ha ribadito il presidente di Aero.

Un appello alla collaborazione per il futuro energetico

Il presidente di Aero lancia un appello corale. «L'appello che rivolgiamo a tutti è quello di fare squadra», ha affermato Mamone Capria. Autorità di sistema portuale, governo e imprese devono collaborare. L'obiettivo è concretizzare i numerosi progetti già presentati. È fondamentale dare risposte occupazionali concrete al Mezzogiorno. L'associazione chiede al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di accelerare il trasferimento dei fondi. Questi fondi sono destinati a Taranto e Augusta. Servono per realizzare le infrastrutture necessarie ai cantieri per l'eolico offshore. Solo così l'Italia potrà riconquistare il suo ruolo centrale. Deve diventare un hub tecnologico per l'energia pulita nel Mediterraneo.

Numerosi attori istituzionali e imprenditoriali hanno espresso il loro sostegno. Tra questi, Cristina Lenoci (componente Comitato Scientifico Spot), Giovanni Gugliotti (presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio), Vincenzo Cesareo (Presidente Camera di Commercio Brindisi Taranto) e Salvatore Toma (presidente Confindustria Taranto). Anche Piero Bitetti, sindaco di Taranto, ha partecipato attivamente al dibattito.

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