Michael Flacks, presidente di Flacks Group, ha espresso la necessità di un prestito ponte di 500 milioni di euro per salvare l'ex Ilva di Taranto. L'imprenditore ha sottolineato l'urgenza della situazione e la sua volontà di investire, ma ha evidenziato la sfiducia delle banche.
Flacks: "L'ex Ilva è sul letto di morte"
Il futuro dell'ex Ilva di Taranto è al centro dell'attenzione. Michael Flacks, numero uno di Flacks Group, ha rilasciato dichiarazioni significative a Tg24 Economia. Ha descritto la situazione attuale come critica, affermando: «Al momento nessuno investirebbe un dollaro in Ilva».
Secondo Flacks, il business è stato «ucciso» e l'azienda si trova «sul letto di morte». Ha delineato due possibili scenari: o lui interverrà per salvarla, oppure continuerà a rappresentare un costo per lo Stato. Ha precisato che lo scudo penale non è una sua priorità.
Ha inoltre aggiunto che la bonifica ambientale non rappresenta una preoccupazione per la sua azienda. «Non siamo preoccupati dalla bonifica ambientale», ha dichiarato, spiegando che Flacks è un importante investitore globale con esperienza anche in contesti ambientali difficili. La bonifica, ha promesso, richiederà un decennio.
Richiesta di prestito ponte e disponibilità all'investimento
Michael Flacks ha ribadito la necessità di un sostegno finanziario immediato. Ha richiesto un prestito ponte dal governo italiano. L'importo necessario per avviare le operazioni è di «500 milioni di euro».
L'imprenditore ha garantito la restituzione del prestito, definendolo «garantito». Ha sottolineato di non cercare aiuti gratuiti: «Io non voglio nessuna beneficienza».
Flacks si è detto pronto a investire capitali propri, da «100 milioni, 200 milioni». Tuttavia, questa sua disponibilità è condizionata alla partecipazione delle banche. Purtroppo, ha constatato che gli istituti di credito attuali non sono disposti a investire: «Le banche, allo stato delle cose, non ci metteranno un dollaro».
Indagine sulle cause dei decessi e motivazioni personali
L'imprenditore ha espresso la volontà di fare luce sulle cause dei numerosi decessi avvenuti nell'impianto. «Siamo l'unica azienda che è pronta a capire perché ci sono state tutte queste morti all'Ilva», ha affermato.
Ha proposto l'istituzione di un'autorità indipendente per accertare la verità. «Dobbiamo intanto stabilire un'autorità indipendente che possa finalmente chiarire la verità», ha dichiarato Flacks.
Le sue motivazioni non sono puramente economiche. «Non ho bisogno di questo business per cambiare la mia vita», ha spiegato, dichiarandosi già in un'ottima situazione. Il suo interesse è guidato dalla sfida e dall'opportunità di gestire un'azienda complessa. «Io voglio investire perché mi piacciono le sfide, è un'opportunità fantastica di poter avere il controllo di questa azienda: potrebbe essere la mia eredità».
Trattativa in corso tra i candidati
Nel frattempo, i commissari stanno proseguendo le valutazioni. La competizione per l'acquisizione dell'ex Ilva vede contrapposti due principali contendenti. Da un lato, il gruppo americano guidato da Michael Flacks. Dall'altro, il gruppo indiano di Jindal.
Il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, ha indicato un obiettivo temporale per la conclusione della trattativa. L'intenzione è di chiudere l'accordo entro la fine del mese di aprile. La decisione finale determinerà il futuro del sito industriale di Taranto.