Confindustria Taranto ha riunito un tavolo strategico per definire un piano di sviluppo territoriale incentrato sull'economia del mare. L'obiettivo è creare nuove opportunità lavorative qualificate per i giovani, integrando la vocazione storica della città con settori innovativi.
Taranto punta sull'economia del mare per il futuro
La città di Taranto sta riorientando la propria visione strategica. Il mare non è più considerato solo un elemento identitario. Diventa invece una leva fondamentale per lo sviluppo economico e occupazionale. Questa nuova prospettiva è al centro dell'iniziativa promossa da Confindustria Taranto.
L'associazione datoriale ha organizzato un importante tavolo di lavoro. Questo incontro ha visto la partecipazione di attori pubblici e privati. Rappresentanti a livello locale, provinciale e regionale sono stati chiamati a collaborare. L'obiettivo è condividere la responsabilità per il futuro della città.
L'incontro, svoltosi il 25 marzo 2026, ha riunito figure chiave del territorio. La riunione è stata aperta dal presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma. Ha preso la parola anche Anna Cammalleri, ex direttore generale Usr Puglia. Lei ha illustrato le finalità dell'iniziativa.
Professioni del mare: un tavolo di confronto pubblico-privato
Numerosi ospiti hanno partecipato al tavolo di confronto. Tra questi, Giovanni Gugliotti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio. Presente anche il Comandante della Capitaneria di Porto, Leonardo Deri. La Marina Militare era rappresentata dal CV Manuel Moreno Minuto, Direttore degli Studi della Scuola Sottufficiali.
La Regione Puglia ha inviato Monica Calzetta, Dirigente della Sezione Formazione. Per il Comune di Taranto, è intervenuto l'Assessore alle Attività Produttive, Francesco Cosa. Michele Coviello, coordinatore per Taranto di Arpal Puglia, ha portato il contributo dell'agenzia regionale per il lavoro.
Il mondo accademico era presente con il prof. Stefano Vinci per l’Uniba e il prof. Paolo Oresta per il Politecnico di Taranto. Raffaella Del Prete, General Manager di Global Ports Holding Plc, ha rappresentato il settore privato portuale. Antonio Ficarella, Presidente dell’Its Mobilità Sostenibile Aerospazio Puglia, ha sottolineato l'importanza della formazione tecnica.
Hanno partecipato anche dirigenti scolastici: Anna Lena Manca (Isis “Don Tonino Bello”) e Giusi Ditroia (IPSIA Archimede). Teo Titi di Titi Shipping Srl ha portato la prospettiva delle imprese di navigazione. I presidenti delle sezioni di Confindustria Taranto Pasquale di Napoli (Metalmeccanica e Navalmeccanica), Antonio Mantua (Marittimi Portuali e Trasporti) e Silvio Busico (Politiche attive del Lavoro) hanno completato il quadro.
La vicepresidente Anda Furfaro, con delega all’Education, ha coordinato i lavori. La sua guida ha assicurato un dibattito costruttivo e focalizzato sugli obiettivi.
L'economia del mare come motore di crescita e occupazione
L'economia del mare è stata identificata come un potente moltiplicatore di ricchezza. Rappresenta anche un generatore di occupazione, specialmente per i giovani. Settori come cantieristica, portualità, logistica e energie rinnovabili offshore sono strategici.
Anche il turismo sostenibile, la blue economy e l'innovazione digitale rientrano in questo ecosistema. Questo quadro produttivo integrato può guidare Taranto verso una nuova fase di crescita. Tale crescita sarà complementare e progressivamente integrativa rispetto alla storica vocazione siderurgica.
Il tavolo di lavoro ha permesso di analizzare il tema in modo globale e sistemico. Sono stati definiti chiaramente gli ambiti di analisi. La prospettiva è stata contestualizzata sulla specificità del territorio jonico. Sono state individuate le azioni già in corso e delineate nuove linee di intervento.
L'obiettivo finale è proporre una strategia condivisa. Questa strategia porterà alla redazione di un documento programmatico. Su questo documento si baseranno idee e progetti concreti per il futuro della città.
Incentivi e nuove filiere per la transizione economica
Il quadro industriale di Taranto presenta elementi incoraggianti. Il Just Transition Fund prevede incentivi maggiorati per gli investimenti. L'incentivo è del +10%, oltre a bandi specifici per la formazione. Questi fondi sono destinati alla riqualificazione delle competenze necessarie per la transizione.
Il Ministero delle Imprese sta promuovendo filiere produttive a basso impatto ambientale. I settori coinvolti includono la nautica, l'eolico offshore, la meccanica avanzata, la logistica e l'aerospazio. Anche i data center e l'intelligenza artificiale sono aree di sviluppo.
Questi interventi mirano a spostare il baricentro economico della città. L'attenzione si concentra su settori come l'eolico, la cantieristica green, l'aerospazio, il digitale e il turismo sostenibile. Si prevede che nei prossimi 5-10 anni ci sarà una forte richiesta di figure tecniche e digitali.
Professioni emergenti legate al mare e alla transizione
Sono molte le professioni che si prevede avranno un forte sviluppo. Tra queste, il tecnico della transizione energetica o energy community manager. L'ingegnere per pale eoliche offshore e fondazioni galleggianti sarà molto richiesto. Anche il sustainability/ESG manager per industria e portualità avrà un ruolo cruciale.
Figure come data scientist e AI specialist saranno fondamentali per i data center e gli smart port. L'operatore di economia circolare, specializzato in bonifiche e riuso dei materiali, avrà un compito importante. Infine, l'esperto di turismo esperienziale e beni culturali marinari contribuirà alla valorizzazione del territorio.
L'obiettivo generale è promuovere una strategia partecipata. Questa strategia dovrà individuare, formare e valorizzare le professioni legate al mare a Taranto. La transizione economica deve diventare un'opportunità concreta. Si punta a una crescita economica, occupazionale e sociale duratura.
Confindustria Taranto: un ruolo di catalizzatore per il futuro
Confindustria Taranto ribadisce il suo ruolo di catalizzatore di energie e progettualità. L'associazione è convinta che solo attraverso una visione condivisa sia possibile costruire il futuro produttivo della città. Il tavolo di lavoro rimane aperto ad altri stakeholder interessati a contribuire.
Un impegno collettivo è necessario per restituire ai giovani prospettive di lavoro qualificato. Queste opportunità dovranno essere radicate nel territorio jonico. Una volta raccolti contributi e progettualità, il tavolo si riunirà nuovamente. L'obiettivo sarà mettere a sistema le varie istanze e formulare progettualità concrete e condivise.
La collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo della formazione è la chiave per il successo. Taranto ha le potenzialità per diventare un modello di sviluppo sostenibile e innovativo. L'economia del mare offre un orizzonte promettente.