Nuovo controricorso a Taranto contro l'ex Ilva. I cittadini chiedono che la salute prevalga su produzione e occupazione. L'attività industriale espone la popolazione a gravi rischi.
La salute dei cittadini tarantini a rischio
L'attività industriale in corso mette in pericolo la popolazione di Taranto. Questo è quanto emerge da un secondo controricorso legale. I legali Maurizio Rizzo Striano e Ascanio Amenduni rappresentano 11 cittadini dell'associazione Genitori Tarantini. La loro azione legale si prepara per l'udienza del 20 ottobre. Si affronteranno le impugnazioni presentate da Ilva in amministrazione straordinaria e Acciaierie d'Italia. La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sarà chiamata a decidere.
Il diritto alla salute e a un ambiente salubre è di rango costituzionale. Questo diritto è considerato preminente rispetto alle esigenze di produzione e occupazione. La prosecuzione delle attività industriali, nel contesto giuridico e fattuale attuale, lede questo diritto fondamentale. La popolazione tarantina è esposta a pericoli concreti.
Contestazione del blocco dell'area a caldo
Nel documento difensivo, gli avvocati contestano fermamente le argomentazioni delle aziende. Viene ribadita la correttezza della decisione di bloccare l'area a caldo. Questa decisione era stata presa dai giudici milanesi. Il nuovo controricorso si oppone ai 14 motivi presentati da Ilva in As. L'atto di Adi in As aveva invece sollevato 11 motivi di ricorso.
La necessità del Paese di non dipendere da economie esterne non può giustificare la perdita di vite umane. Le emissioni tossiche rappresentano un rischio concreto per la salute. La popolazione di Taranto soffre già di gravi compromissioni sanitarie. Non si può accettare una 'licenza di uccidere' in nome dell'economia nazionale.
Presenza di amianto e incidenti
I legali evidenziano la presenza di amianto residuo negli impianti. Viene citato anche un recente incidente a un cowper dell'Altoforno 1. Il rischio per la salute non è un'ipotesi remota. L'incidente del 7 maggio 2025 ne è una prova lampante. In quell'occasione, una tubiera coibentata in amianto esplose. Si verificarono diffuse emissioni di materiale incandescente, polveri e gas tossici.
L'amianto non è stato rimosso dagli impianti. La sua presenza in strutture usurate, soggette a vibrazioni e dilatazioni termiche, costituisce un grave pericolo. La salute dei cittadini di Taranto è messa a repentaglio quotidianamente. La difesa legale punta a far prevalere la tutela della salute pubblica.
La posizione dei Genitori Tarantini
L'associazione Genitori Tarantini, attraverso i suoi legali, chiede che la giustizia riconosca la priorità assoluta della salute. Le argomentazioni delle aziende, incentrate sulla necessità produttiva, vengono respinte. Si sottolinea come la salute dei cittadini non possa essere sacrificata sull'altare del profitto o delle esigenze economiche nazionali. La gravità della situazione sanitaria a Taranto è un dato di fatto.
Il controricorso mira a rafforzare la posizione dei cittadini. Si chiede alla Corte di Cassazione di confermare le decisioni che tutelano l'ambiente e la salute. La battaglia legale continua per garantire un futuro più sicuro per le nuove generazioni. La speranza è che prevalga la giustizia e il diritto alla vita.
Udienza e possibili sviluppi
L'udienza del 20 ottobre davanti alle Sezioni Unite della Cassazione sarà cruciale. Le decisioni prese avranno un impatto significativo sul futuro dell'ex Ilva a Taranto. I cittadini sperano in una sentenza che metta al primo posto la loro salute. La comunità tarantina attende con ansia l'esito di questo importante scontro legale. La lotta per un ambiente salubre e per la tutela dei diritti fondamentali continua.