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Il Ministero della Difesa è stato condannato a versare quasi 700.000 euro ai figli di un ex dipendente dell'Arsenale di Spezia. La morte è stata causata dall'esposizione all'amianto durante il servizio militare. La sentenza è ora definitiva.

Riconosciuto il nesso tra amianto e mesotelioma

Una decisione giudiziaria irrevocabile impone al Ministero della Difesa un risarcimento di quasi 700.000 euro. La somma è destinata ai familiari di un ex meccanico impiegato presso l'Arsenale di Spezia. L'uomo è deceduto a causa di un mesotelioma pleurico. La malattia è stata ricondotta all'esposizione all'amianto. L'Osservatorio nazionale amianto ha reso nota la notizia.

L'ex dipendente aveva prestato servizio militare nella Marina Militare. Durante i 18 mesi di leva, ha svolto mansioni di meccanico attrezzista. Il tribunale di Lecce aveva emesso la condanna in primo grado. I giudici hanno evidenziato la chiara esposizione a sostanze nocive. Le motivazioni della sentenza sottolineano come la pericolosità dell'amianto fosse già nota. La documentazione presentata ha confermato questo aspetto.

Carriera e malattia: un percorso segnato dall'amianto

Dopo il servizio di leva a La Spezia, l'uomo ha continuato la sua carriera. È diventato dipendente civile della Marina Militare. Ha lavorato presso l'Arsenale di Taranto. La sua attività lavorativa era iniziata in giovane età. Aveva frequentato la Scuola Allievi Operai. La sua carriera è proseguita fino al pensionamento nel marzo del 2006. Ha ricoperto diversi ruoli. Inizialmente come tipografo, poi come impiegato amministrativo.

Nel 2018, la sua salute ha subito un grave colpo. Si è manifestato un mesotelioma pleurico diffuso. La patologia era inoperabile. Le sue condizioni di salute sono peggiorate progressivamente. Il decesso è avvenuto nel maggio del 2019. Aveva 74 anni. La consulenza tecnica d'ufficio ha stabilito il nesso causale. Il mesotelioma è stato identificato come causa preponderante del decesso. Il legame con l'esposizione all'amianto è stato riconosciuto.

L'amianto nelle forze armate: un problema diffuso

Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio nazionale amianto, ha commentato la sentenza. «La Spezia non è un caso isolato», ha dichiarato. Ha sottolineato un dato cruciale emerso dalla decisione giudiziaria. La pericolosità dell'amianto era già conosciuta da tempo. Per molti anni, questo minerale è stato presente in numerose strutture militari. Molti uomini che hanno servito lo Stato hanno subito gravi conseguenze sulla propria salute. Avevano diritto a una maggiore protezione.

Bonanni ha evidenziato come questa vicenda non riguardi un singolo Arsenale o territorio. Le conseguenze dell'esposizione all'amianto continuano a manifestarsi. La sentenza rafforza la necessità di attenzione. È fondamentale tutelare la salute dei lavoratori e dei militari. La conoscenza dei rischi non è stata sufficiente a prevenire l'esposizione. Le sentenze come questa servono a fare giustizia. Richiamano anche la responsabilità delle istituzioni nel garantire ambienti di lavoro sicuri. La memoria delle vittime e la prevenzione futura sono obiettivi primari.

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