Sindacati preoccupati per occupazione e spopolamento in Valle Peligna. Richiesta urgente convocazione Consiglio comunale straordinario per discutere soluzioni.
Crisi occupazionale e spopolamento preoccupano la Valle Peligna
Le principali sigle sindacali, tra cui **Cgil, Cisl, Uil e Ugl**, hanno inviato una nota ufficiale. La lettera è indirizzata al presidente del Consiglio comunale e ai capigruppo. L'oggetto è la grave situazione che affligge la **Valle Peligna**. Si parla apertamente di un territorio a forte rischio.
Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento politico immediato. La loro richiesta principale è la convocazione urgente di un **Consiglio comunale straordinario**. L'obiettivo è discutere della crisi occupazionale. Il problema non riguarda solo **Sulmona**. Coinvolge anche le aree della Valle Subequana e dell'Alto Sangro. Le vertenze lavorative aperte non trovano soluzione. Anzi, negli ultimi mesi la situazione è peggiorata ulteriormente.
Settori in difficoltà: dall'automotive ai servizi
Particolare allarme riguarda il **settore dell'automotive**. Le situazioni negli stabilimenti **Marelli, Albasan e Sodecia** restano irrisolte. La crisi si estende anche ad altri comparti. Il **terziario avanzato** soffre, come dimostra il caso **3G**. Anche il **commercio e la grande distribuzione** affrontano difficoltà, con problemi legati a **Coop**. Non meno importanti sono i **servizi pubblici essenziali**. La vertenza **Cogesa** si trascina da anni senza una conclusione.
«Dall'inizio dell'anno la situazione è nettamente peggiorata», denunciano le organizzazioni sindacali. **Marelli** non ha ancora presentato il piano industriale promesso entro gennaio. Questo alimenta un'incertezza prolungata. **Albasan** si trova in concordato preventivo. **Sodecia**, dopo aver cessato le attività, ha fatto ricorso alla cassa integrazione. La **3G** ha confermato il trasferimento delle proprie attività a **Pescara**. Questo rappresenta un ulteriore colpo per l'economia locale.
Lo spopolamento accelera: i dati allarmanti
A questo quadro si aggiunge una crisi diffusa nel tessuto commerciale. Molte attività stanno riducendo il personale o chiudendo. Questo fenomeno si osserva anche nel centro storico di **Sulmona**. I sindacati sottolineano come ciò contribuisca ad accelerare lo spopolamento. Si assiste a un progressivo indebolimento sociale ed economico dell'intera area.
I dati confermano questa tendenza preoccupante. Tra il **2005 e il 2025**, la Valle Peligna ha perso il **13,56%** della sua popolazione. Si tratta di **6.810 residenti** in meno. «Il futuro del territorio è a rischio e non c’è più tempo da perdere», avvertono le sigle sindacali. Chiedono uno sforzo collettivo. È necessario superare divisioni e particolarismi per affrontare la crisi.
Proposte sindacali: investimenti e servizi
Secondo **Cgil, Cisl, Uil e Ugl**, servono risposte immediate. È necessario un piano straordinario di investimenti. Questo dovrebbe coinvolgere sia il settore pubblico che quello privato. Il modello dovrebbe essere partecipativo. Al centro devono tornare i **servizi alle persone**. Si parla di sanità e istruzione. È fondamentale potenziare le infrastrutture. Sia quelle materiali che immateriali, dalle reti viarie a quelle digitali. Servono anche misure di fiscalità di vantaggio. L'obiettivo è rendere il territorio nuovamente attrattivo.
Le difficoltà del sistema produttivo stanno già producendo effetti concreti. Si registrano **licenziamenti**, **riduzione dei salari** e nuove forme di povertà. Un numero crescente di persone è costretto a lasciare la Valle Peligna per cercare lavoro altrove. Questo aggrava ulteriormente la situazione demografica ed economica.
Percorsi istituzionali: tavolo di crisi e confronto nazionale
Da qui nasce la richiesta di attivare un percorso istituzionale strutturato. Questo percorso deve partire dalla convocazione del Consiglio comunale straordinario. Deve poi svilupparsi su più livelli. Da un lato, si chiede l'istituzione di un tavolo permanente di crisi e sviluppo in **Regione Abruzzo**. Dall'altro, si auspica l'apertura di un confronto nazionale presso il **Mimit**. L'obiettivo è ottenere il riconoscimento dell'area come zona di crisi complessa o ad alto impatto sociale. I sindacati chiedono di essere ascoltati. Vorrebbero partecipare insieme agli amministratori locali, ai rappresentanti regionali e nazionali e al presidente della Provincia. L'intento è individuare soluzioni urgenti e concrete. La priorità è la tutela del lavoro e del territorio.