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Il Tar dell'Aquila ha trasferito al Tar del Lazio il ricorso contro la centrale Snam di Sulmona. I comitati ambientalisti denunciano ritardi e danni ambientali.

Ricorso centrale Snam trasferito al Tar del Lazio

Il Tribunale Amministrativo Regionale dell'Aquila ha stabilito di non essere competente a giudicare un ricorso. Questo riguarda la centrale di compressione Snam situata a Sulmona. Gli atti del procedimento verranno ora inoltrati al Tar del Lazio.

La notizia è stata diffusa dal Coordinamento 'Per il clima Fuori dal fossile'. L'organizzazione ha espresso critiche riguardo ai tempi della decisione. La sentenza è arrivata a ben due anni e mezzo dalla presentazione iniziale del ricorso.

Critiche per ritardi e danni ambientali

I comitati ambientalisti sostengono che i lavori per la realizzazione dell'impianto siano iniziati nel marzo 2023. Secondo loro, ciò sarebbe avvenuto senza il completo rispetto di alcune prescrizioni fondamentali. Queste erano previste nel decreto di Valutazione d'impatto ambientale.

Gli attivisti affermano con forza che la prosecuzione dei lavori ha già causato significativi danni. Questi danni riguardano sia l'ambiente che il patrimonio archeologico. La loro preoccupazione è alta per le conseguenze a lungo termine.

Danni ecologici e archeologici denunciati

«Dopo due anni e mezzo», ha dichiarato il comitato, «il Tar arriva alla prima udienza. Sorprendentemente, annuncia la propria incompetenza a giudicare la questione. Nel frattempo, Snam prosegue indisturbata con i lavori».

Il comitato denuncia una generale indifferenza da parte degli enti pubblici. Questi enti dovrebbero essere preposti alla vigilanza e ai controlli sull'opera. La loro inazione aggrava la situazione.

Secondo il Coordinamento, gli interventi eseguiti avrebbero avuto conseguenze molto gravi. È stata segnalata l'eliminazione di un importante corridoio faunistico. Questo corridoio era vitale per la sopravvivenza dell'orso bruno marsicano.

Inoltre, sono stati denunciati l'abbattimento illegale di centinaia di alberi di ulivo. Infine, si paventa la sepoltura di preziose testimonianze archeologiche sotto la struttura della centrale. La situazione richiede un'urgente attenzione.

Le prossime tappe del ricorso

Il trasferimento degli atti al Tar del Lazio segna una nuova fase per il ricorso. Sarà ora compito del tribunale romano valutare la legittimità delle procedure. I comitati sperano in una decisione più rapida e in una maggiore attenzione alle problematiche ambientali sollevate.

La vicenda della centrale Snam di Sulmona continua a generare dibattito. Le preoccupazioni per l'impatto ambientale e archeologico rimangono centrali. La comunità locale attende risposte concrete e azioni efficaci per la tutela del territorio.

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