La madre di Pamela Genini, modella uccisa a Milano, implora aiuto dopo la macabra profanazione della tomba della figlia nel cimitero di Strozza. Le indagini proseguono, con la speranza di una svolta.
Appello straziante della madre
Una madre distrutta dal dolore lancia un grido di aiuto. La sua richiesta è disperata: trovare il corpo della figlia, Pamela Genini. La giovane modella, uccisa a Milano lo scorso ottobre, è stata vittima di un nuovo, atroce oltraggio. La sua tomba, nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, è stata profanata. La salma è stata decapitata e la testa asportata.
«È un dolore che non lascia vivere me e i miei familiari», ha dichiarato la madre, Una Smirnova, in un’intervista televisiva. «Vi prego, aiutatemi a ritrovarla perché non possiamo più andare avanti così, non ce la facciamo più». La sua unica speranza è che le indagini accelerino e portino alla restituzione del corpo. «Noi non viviamo più, non abbiamo più la forza di aspettare», ha aggiunto con voce rotta dall’emozione.
La Smirnova ha lanciato il suo appello in occasione della Settimana Santa, in vista della Pasqua. «Che qualcuno parli, che chi ha commesso questo orrore possa pentirsi», ha implorato. «Siamo a Pasqua, se avete una coscienza aiutatemi a ritrovare mia figlia». La sua speranza è che i responsabili possano avere un «risveglio di coscienza» e restituire la testa della figlia. «Che Dio li perdoni nella loro ignoranza», ha concluso.
Le indagini e le ipotesi
Le forze dell'ordine stanno lavorando senza sosta per identificare i responsabili di questo scempio. Le indagini, condotte con il massimo riserbo dai Carabinieri della Compagnia di Zogno e di Almenno San Salvatore, sembrano essere vicine a una svolta. Si vagliano diverse piste, anche se al momento non emergono elementi che possano far ipotizzare una «pista economica».
L'avvocato della madre, Nicodemo Gentile, ha suggerito che dietro questo gesto raccapricciante possa celarsi una «mente pericolosa». Potrebbe trattarsi di un atto riconducibile a «dinamiche di possesso deviate e a un pensiero disturbato e ossessivo nei confronti di Pamela, della sua immagine e della sua identità». L’ipotesi è che il macabro gesto sia stato compiuto da più persone.
Un elemento di interesse per gli inquirenti potrebbe arrivare dall’ex fidanzato della ragazza, Francesco Dolci. Sebbene non sia stato formalmente sentito come persona informata sui fatti, ha fornito informalmente elementi che potrebbero essere utili alle indagini. Il suo legale, Eleonora Prandi, ha dichiarato che Dolci ha subito numerose minacce e aggressioni da parte di autori diversi dal giorno del femminicidio. Questo potrebbe indicare un clima di forte ostilità.
La telecamera del cimitero
Un elemento cruciale per le indagini potrebbe essere la telecamera di sorveglianza presente nel cimitero di Strozza. Tuttavia, il sistema di registrazione ha una peculiarità: cancella automaticamente le immagini dopo una settimana. Non è ancora chiaro se sia rimasto qualcosa di utilizzabile per risalire alla data esatta della profanazione e, soprattutto, per identificare i colpevoli.
La comunità di Strozza, già scossa dall’omicidio di Pamela Genini, è nuovamente sconvolta da questo ulteriore atto di violenza. La giovane, originaria di San Pellegrino Terme, era una figura conosciuta e apprezzata. La sua morte per mano dell’ex compagno, Gianluca Soncin, un uomo di 52 anni, aveva già lasciato un profondo segno. Ora, questo nuovo orrore aggiunge ulteriore dolore a una famiglia già provata.
La madre, Una Smirnova, continua a sperare in un gesto di umanità da parte di chiunque possa avere informazioni. La sua battaglia per ottenere giustizia e per poter finalmente dare una degna sepoltura alla figlia prosegue, sostenuta dall’amore per Pamela e dalla speranza di un intervento divino o umano che possa portare alla luce la verità.