Cronaca

Crotone: 7 indagati per falso in bilancio nella gestione Congesi

18 marzo 2026, 12:52 6 min di lettura
Crotone: 7 indagati per falso in bilancio nella gestione Congesi Immagine generata con AI Strongoli
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La Procura di Crotone ha notificato l'avviso di conclusione indagini a sette persone per falso in bilancio nella gestione di Congesi. Tre posizioni sono in via di archiviazione.

Congesi Crotone: 7 indagati per falso in bilancio

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone ha formalmente comunicato la conclusione delle indagini preliminari. Queste riguardano la gestione del Consorzio tra Comuni per la Gestione del servizio idrico integrato nel Crotonese, noto come Congesi. Inizialmente, il numero degli indagati era pari a dieci. Ora, l'avviso di conclusione è stato notificato a sette persone. Questo sviluppo segna una fase cruciale nell'inchiesta.

Il procedimento si concentra su presunte irregolarità nella gestione finanziaria dell'ente. L'ipotesi principale riguarda la falsità ideologica. Questo reato sarebbe stato commesso da pubblici ufficiali in atti pubblici. La presunta alterazione dei bilanci copre un arco temporale significativo. Si va dal 2016 fino al 2021.

Le indagini mirano a fare chiarezza sulla reale situazione economica di Congesi. La magistratura intende verificare se vi siano state manovre per occultare difficoltà finanziarie. L'obiettivo è comprendere l'impatto di tali presunte azioni sulla continuità operativa dell'ente. Le decisioni prese ora avranno ripercussioni sulla futura gestione del servizio idrico.

Falso in bilancio: i nomi degli indagati

Le sette persone raggiunte dall'avviso di conclusione indagini sono al centro delle contestazioni. L'ipotesi accusatoria principale è quella di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Secondo quanto ricostruito dalla magistratura, alcuni rappresentanti di Congesi avrebbero alterato i documenti contabili. Questi atti avrebbero dovuto riflettere fedelmente la situazione patrimoniale e finanziaria dell'ente.

Nel dettaglio, il presidente del consiglio di amministrazione, Carmine Claudio Liotti, è tra gli indagati. Insieme a lui figurano il responsabile dell'area amministrazione, Michele Liguori. Sono indagati anche i consiglieri Lucia Bossi e Vincenzo Capozza. La loro posizione riguarda specificamente i bilanci d'esercizio compresi tra il 2016 e il 2021. Si ipotizza che questi documenti contenessero dati non veritieri.

A questi si aggiungono altri consiglieri. Arturo Zizza e Maria Riccio rispondono del medesimo reato. La loro responsabilità è contestata in relazione ai bilanci degli anni 2022 e 2023. La magistratura ritiene che gli indagati abbiano inserito nei bilanci dati non veritieri. Inoltre, si ipotizza la presenza di crediti inesistenti. Lo scopo sarebbe stato quello di nascondere il dissesto finanziario dell'ente. Questo avrebbe permesso la prosecuzione ingiustificata delle attività sociali e lavorative.

Posizioni stralciate: tre indagati verso l'archiviazione

Parallelamente alla chiusura delle indagini per il gruppo principale, si registra un importante sviluppo. Il quadro accusatorio è stato ridimensionato per alcuni soggetti originariamente coinvolti nell'inchiesta. Le posizioni di tre persone sono state stralciate dal procedimento principale. Si tratta degli ex componenti del consiglio di amministrazione, Giovambattista Scordamaglia e Francesco Benincasa. Anche l'ex revisore contabile, Maria Teresa Scerbo, vede la sua posizione stralciata.

Queste posizioni sono ora in attesa di una formalizzazione. La richiesta di archiviazione è il passo successivo. Questo significa che, salvo colpi di scena, le accuse nei loro confronti verranno probabilmente archiviate. La decisione di stralciare queste posizioni suggerisce una valutazione differente del loro ruolo o del loro coinvolgimento nei fatti contestati. La Procura ha ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti per sostenere un'accusa nei loro confronti.

Questo esito rappresenta un alleggerimento significativo per i tre soggetti coinvolti. La conclusione delle indagini preliminari è un momento delicato. La decisione di stralciare alcune posizioni indica un'analisi approfondita delle singole responsabilità. La Procura ha agito sulla base delle prove raccolte e delle dichiarazioni acquisite durante la fase istruttoria. La separazione dei fascicoli consente di concentrare le risorse investigative sui casi che presentano maggiori elementi di prova.

Benincasa: «Fiducia nella magistratura»

La notizia dello stralcio della sua posizione è stata accolta con grande sollievo dall'attuale sindaco di Strongoli, Francesco Benincasa. L'ex componente del consiglio di amministrazione di Congesi ha voluto commentare l'epilogo favorevole della sua vicenda personale. Ha sottolineato come la sua amministrazione si svegli oggi «sicuramente più serena». Al di là dell'aspetto personale, Benincasa ha ribadito la sua fiducia nel lavoro della magistratura.

«Abbiamo sempre nutrito piena fiducia nel lavoro della magistratura», ha dichiarato Benincasa. Il primo cittadino ha poi posto l'accento sulla trasparenza del proprio operato istituzionale. Ha affermato con forza: «Siamo e saremo sempre dalla parte della magistratura». Ha inoltre garantito la massima collaborazione futura. Questo impegno è motivato dalla ferma convinzione che la legalità e la trasparenza siano fondamentali. Rappresentano, secondo lui, «l'unica strada possibile per costruire un futuro migliore per le nostre comunità e per le nuove generazioni».

Questo passaggio segna non solo un chiarimento giudiziario importante per Benincasa e per gli altri due soggetti. Fornisce anche un decisivo impulso per il rilancio istituzionale. L'amministrazione locale potrà ora concentrarsi pienamente sui propri compiti. La vicenda giudiziaria, pur avendo richiesto attenzione, si avvia a una conclusione positiva per alcuni degli indagati. La serenità ritrovata potrà tradursi in un maggiore slancio nell'azione amministrativa. La trasparenza e la collaborazione con la giustizia rimangono i pilastri dell'azione politica.

Il contesto di Congesi e il servizio idrico nel Crotonese

L'inchiesta sulla gestione di Congesi si inserisce in un contesto più ampio. Il Consorzio tra Comuni per la Gestione del servizio idrico integrato nel Crotonese ha un ruolo cruciale per il territorio. La sua funzione è quella di garantire l'approvvigionamento idrico e la gestione delle reti sul vasto territorio provinciale. La corretta amministrazione di un ente di tale importanza è fondamentale per la vita quotidiana dei cittadini e per lo sviluppo economico.

Il servizio idrico integrato comprende diverse fasi. Si parte dall'approvvigionamento delle fonti, passando per la potabilizzazione, la distribuzione agli utenti e la depurazione delle acque reflue. Ogni fase richiede investimenti significativi e una gestione oculata delle risorse. Le presunte irregolarità contestate nell'inchiesta potrebbero aver compromesso la capacità di Congesi di effettuare gli investimenti necessari. Potrebbero anche aver influito sulla qualità del servizio offerto ai cittadini.

La provincia di Crotone, come molte altre aree del Sud Italia, affronta sfide complesse nella gestione delle infrastrutture idriche. La vetustà di alcune reti, la dispersione delle risorse e la necessità di adeguarsi alle normative ambientali richiedono una pianificazione attenta e risorse adeguate. L'ipotesi di un dissesto finanziario occultato potrebbe aver ritardato interventi cruciali. Questo avrebbe potuto esacerbare problemi preesistenti o crearne di nuovi.

La trasparenza nella gestione degli enti pubblici è un principio cardine. Soprattutto quando si tratta di servizi essenziali come l'acqua. L'inchiesta della Procura di Crotone mira a ripristinare la fiducia dei cittadini nella gestione di Congesi. L'esito finale delle indagini e le eventuali decisioni giudiziarie avranno un impatto significativo sulla governance futura del consorzio. La comunità attende risposte chiare e garanzie di una gestione corretta e trasparente.

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