Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il Comune di Stradella ha deciso di interrompere il contratto con un raggruppamento di imprese per gravi inadempienze nei lavori di riqualificazione energetica. Si profila la revoca del servizio energia e interventi sugli edifici pubblici.

Inadempienze nei lavori di riqualificazione energetica

Il Consiglio comunale di Stradella ha approvato la risoluzione del contratto. La decisione riguarda il raggruppamento di imprese Cnp “Nova Officia Italia Spa”. L'accordo prevedeva la gestione del servizio energia e lavori di riqualificazione energetica negli edifici pubblici. La procedura di risoluzione è stata avviata per grave inadempimento contrattuale.

La concessione, basata sulla finanza di progetto, risale al 2017. Gli interventi previsti erano divisi in due lotti. Il primo lotto è stato parzialmente realizzato. Il secondo lotto, invece, non ha visto alcun intervento. Il Comune lamenta vizi e irregolarità anche nei lavori eseguiti.

Le motivazioni del Comune

Il sindaco Gianpiero Bellinzona ha evidenziato le persistenti inadempienze del concessionario. «Abbiamo accertato gravi e persistenti inadempienze», ha dichiarato il primo cittadino. I tecnici comunali hanno confermato le criticità. I lavori del lotto 1 presentano vizi significativi. Gli interventi del lotto 2 sono rimasti completamente ineseguiti.

Già lo scorso 6 agosto, il Comune aveva inviato una diffida. Si chiedeva l'esecuzione immediata di interventi minimi. L'obiettivo era la messa in sicurezza dei serramenti. Si voleva garantire la funzionalità degli impianti termici in vista dell'inverno. La ditta non ha risposto alle richieste.

Interventi comunali d'urgenza

Il Comune è stato costretto a intervenire direttamente. Questo per garantire la sicurezza e il servizio. Particolare attenzione è stata posta sui serramenti delle scuole elementari. Si è creata anche una situazione debitoria verso il manutentore del servizio termico. Ciò ha comportato il rischio di interruzione del riscaldamento.

L'amministrazione comunale è intervenuta economicamente. Questo per assicurare la continuità del servizio. «La prosecuzione del rapporto contrattuale non è più compatibile con la tutela dell'interesse pubblico», ha affermato il sindaco Bellinzona. Gli inadempimenti hanno messo a rischio la sicurezza degli impianti e servizi essenziali.

La posizione della minoranza e le garanzie legali

La minoranza consiliare ha scelto di non partecipare al voto. Il capogruppo Alessandro Cantù ha espresso riserve. «Dobbiamo essere sicuri che la risoluzione del contratto sia vantaggiosa», ha spiegato. Si temono ricorsi legali contro il Comune. La minoranza ha lamentato la mancanza di informazioni sufficienti per valutare la convenienza dell'operazione.

L'avvocato Giuseppe Roccioletti, legale del Comune, ha rassicurato sulla solidità della posizione. I lavori del lotto 1 ammontano a circa 3,7 milioni di euro. Teoricamente, il Comune dovrebbe pagarli in caso di risoluzione. Tuttavia, sono stati pagati canoni annuali per circa mezzo milione di euro. Questi coprivano servizio energia e lavori. Il totale pagato dal Comune è di circa 1,2 milioni di euro.

Inoltre, l'appaltatore ha ricevuto contributi pubblici per 2,8 milioni di euro. Al netto di danni e vizi, il Comune risulterebbe ancora creditore di circa 200mila euro. La posizione legale del Comune è considerata forte.

Approvazione della maggioranza

La maggioranza ha votato a favore della risoluzione. La capogruppo Antonia Meraldi ha ribadito la necessità della decisione. «La risoluzione del contratto rappresenta un atto dovuto», ha affermato. Si tratta di tutelare l'interesse pubblico. È fondamentale garantire la corretta gestione delle risorse e la qualità dei servizi erogati alla cittadinanza.

AD: article-bottom (horizontal)