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Un uomo di 53 anni, residente a Cellino San Marco, è stato arrestato dopo due mesi di latitanza. Aveva violato le regole della semilibertà. Una donna è indagata per favoreggiamento.

Arrestato 53enne dopo due mesi di latitanza

Le forze dell'ordine hanno rintracciato un uomo di 53 anni. L'uomo, originario di Cellino San Marco, era ricercato da circa due mesi. Non aveva fatto ritorno in carcere dopo aver usufruito della misura della semilibertà. La sua latitanza è terminata in un appartamento situato a Squinzano, in provincia di Lecce.

L'arresto è stato eseguito dai Carabinieri del Norm della compagnia di Campi Salentina. Sono stati supportati dai militari della stazione locale. L'operazione è avvenuta in seguito a un decreto emesso dal magistrato di sorveglianza. Questo provvedimento ha disposto la sospensione provvisoria della semilibertà. Ha comportato la conseguente necessità di rientro in carcere.

Dovrà scontare una lunga pena residua

L'uomo, identificato come Antonio Malerba, è stato quindi trasferito presso la casa circondariale di Lecce. Deve scontare una pena residua considerevole. La Procura di Brindisi, ufficio Esecuzioni penali, ha emesso un ordine di esecuzione. Questo ordine è relativo all'espiazione di pena detentiva. La revoca della semilibertà è stata disposta il 4 marzo 2025. Il decreto di sospensione provvisoria era stato emesso il 21 gennaio 2025.

La pena residua che Malerba dovrà scontare ammonta a 20 anni, 6 mesi e 4 giorni di reclusione. L'uomo è stato coinvolto in attività legate al traffico di sostanze stupefacenti. La sua posizione è stata definita grave dalle autorità giudiziarie.

Indagata una donna per favoreggiamento

Durante le indagini, è emerso il coinvolgimento di una donna di 48 anni. Quest'ultima è stata segnalata all'autorità giudiziaria. Viene ritenuta responsabile di favoreggiamento. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri, la donna avrebbe aiutato Malerba a nascondersi. Lo avrebbe ospitato nella sua abitazione, consentendogli di eludere le ricerche delle forze dell'ordine.

L'arresto di Antonio Malerba segna la conclusione di un'indagine durata due mesi. Le autorità hanno lavorato per rintracciare l'uomo dopo la violazione della misura cautelare. La collaborazione della donna avrebbe prolungato la sua latitanza. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

Le indagini e le accuse

Le accuse nei confronti di Malerba sono legate al traffico di stupefacenti. La sua condanna definitiva lo vedeva beneficiare della semilibertà. La mancata osservanza di questa misura ha portato alla sua immediata carcerazione. La pena da scontare è significativa. Questo sottolinea la gravità dei reati commessi in precedenza.

L'intervento dei Carabinieri ha permesso di ristabilire la legalità. L'uomo è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente i dettagli del favoreggiamento. La donna indagata dovrà rispondere delle proprie azioni. La vicenda si conclude con il ripristino della custodia cautelare per Malerba.

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