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La celebrazione del centenario della Spoleto-Norcia diventa occasione di polemica. Enrico Melasecche della Lega lamenta di essere stato escluso dal dibattito sul rilancio dell'ex ferrovia, rivendicando il suo contributo da assessore regionale.

Melasecche contesta l'esclusione dal dibattito

Le celebrazioni per il centenario della linea ferroviaria Spoleto-Norcia, inaugurata nel 1926, hanno acceso un dibattito politico. Il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche, ha espresso il suo disappunto per non essere stato incluso tra i relatori. Melasecche ritiene che questa esclusione sia un tentativo di cancellare la storia e i risultati ottenuti dalla precedente Giunta regionale. Sottolinea che non si tratta di cercare visibilità personale, ma di un principio di correttezza storica. La sua assenza dal panel, a suo dire, non è elegante. La sua dichiarazione è stata diffusa tramite un comunicato stampa.

Melasecche parla di una possibile «damnatio memoriae» da parte della sinistra. L'obiettivo sarebbe quello di appropriarsi di meriti non propri. Egli afferma di non cercare passerelle. La sua critica si concentra sulla volontà di riscrivere la storia. La sua posizione è chiara: i risultati concreti non vanno ignorati. La sua rivendicazione si basa su atti e numeri. La sua critica è rivolta a chi tenta di cancellare i risultati della precedente amministrazione. L'ex assessore regionale alle Infrastrutture non ci sta a essere messo da parte. La sua battaglia è per il riconoscimento del lavoro svolto.

I risultati ottenuti dalla precedente Giunta

Enrico Melasecche ha ricordato la situazione trovata quando la Lega è entrata a far parte della Giunta regionale. L'organizzazione era definita «inaccettabile». Le competenze erano frammentate. Le responsabilità risultavano confuse. L'ufficio regionale dedicato a ciclovie e cammini era composto da una sola persona. La gestione della Spoleto-Norcia era caotica. Si occupavano tutti, ma di fatto nessuno. Era necessario ripristinare l'ordine. Bisognava individuare le responsabilità precise. Soprattutto, era fondamentale costruire una strategia per il recupero e la valorizzazione. Questo patrimonio necessitava di un piano concreto. Gli atti e i numeri sono a disposizione per dimostrare l'impegno. La sua rivendicazione si basa su fatti concreti.

Melasecche ha citato specifici interventi finanziari. Il 14 aprile 2020 sono stati annunciati 2 milioni di euro. Questi fondi erano destinati al recupero di oltre 9 chilometri del tratto Piedipaterno-Balza Tagliata. L'obiettivo era anche sistemare punti critici verso Norcia. Nel febbraio 2023, un investimento di 7,335 milioni di euro è stato destinato alla Spoleto-Norcia. Questo rientrava nel programma di ricostruzione post-sisma. Il programma complessivo ammontava a 9,5 milioni. Includeva anche la Greenway del Nera. Il programma triennale dei lavori pubblici 2024-2026 prevedeva ulteriori interventi. Si parlava di oltre 5,6 milioni di euro. Questi fondi erano per il consolidamento dei versanti. Servivano anche per la protezione della sede stradale. Il recupero di caselli e stazioni era incluso. L'obiettivo era renderli fruibili per attività ricettive e produttive.

Un altro passo importante è stato deliberato il 6 giugno 2024. La Giunta regionale ha avviato il procedimento per acquisire gratuitamente il patrimonio dell'ex ferrovia. L'Agenzia del Demanio era il soggetto interessato. L'operazione era accompagnata da un programma di valorizzazione. Erano già disponibili circa 20 milioni di euro. Melasecche ha sottolineato l'importanza di questa acquisizione. Permetteva di superare gli ostacoli legati alla proprietà demaniale. Eliminava i lacci burocratici. Consentiva una valorizzazione autonoma regionale. Non si trattava solo di recuperare un percorso. L'obiettivo era riportare unità alla governance di un bene frammentato. La frammentazione coinvolgeva concessionari, enti locali e servizi regionali. Il recupero richiedeva una regia chiara. Era necessaria una gestione unitaria.

La visione integrata del territorio

Il consigliere regionale Enrico Melasecche ha illustrato la sua visione per la Spoleto-Norcia. Non si è mai limitato alla semplice riapertura della vecchia ferrovia. Ha sempre sostenuto che dovesse diventare il fulcro di un sistema turistico integrato. Questo sistema doveva collegare ciclovie, ferrovie, cammini e borghi. L'obiettivo era creare un'offerta turistica completa. L'integrazione era la chiave per valorizzare l'intero territorio. La sua visione era lungimirante. Mirava a creare sinergie tra diverse infrastrutture. Questo avrebbe portato benefici economici e sociali. La sua proposta era ambiziosa. Puntava a trasformare l'ex ferrovia in un motore di sviluppo.

Un esempio concreto di questa visione è il progetto Umbria Cuore Verde d'Italia - Rail & Bike. Si tratta di un grande anello ciclistico-ferroviario. Mette in rete la FCU (Ferrovie Centrali Umbre). Include anche l'Antica Via Flaminia. Il percorso sfrutta anche l'ex Ferrovia dell'Appennino Centrale. Il modello permetteva di risalire in treno e proseguire in bicicletta, o viceversa. Un sistema ispirato a esperienze di successo. La San Candido-Lienz è un esempio di integrazione tra ferrovia e bicicletta. Il progetto prevedeva il collegamento ferroviario della FCU. Scendeva da Umbertide a San Gemini. Poi risaliva lungo la ciclovia dell'Antica Via Flaminia fino a Fossato di Vico. Da qui, il raccordo con il percorso dell'ex Ferrovia dell'Appennino Centrale verso Gubbio. L'anello si chiudeva ad Umbertide. Per questo modello erano stati individuati due interventi strategici. Si trattava di 2,3 milioni di euro per la ciclabile con capofila Gubbio. Altri 2 milioni per quella con capofila San Gemini. Questi erano tasselli essenziali per realizzare l'anello. Servivano a collegare i diversi tratti del percorso.

Melasecche ha denunciato pubblicamente una scelta della attuale Giunta. Il finanziamento relativo al secondo intervento è stato ridotto. Passato da 2 a 1,3 milioni di euro. Questa decisione compromette il completamento del tratto da Bevagna a Fossato di Vico. Interrompe la continuità dell'anello. Secondo Melasecche, questa è la scelta opposta a quella necessaria per l'Umbria. Le infrastrutture devono essere completate e collegate. Non possono essere lasciate a metà. Ha continuato a interessarsi del tema. Il 23 ottobre 2025 ha presentato una mozione. L'oggetto era il completamento, la messa in sicurezza e la valorizzazione della Spoleto-Norcia. Includeva anche la Greenway del Nera e la ciclabile Terni-Narni. La mozione è stata approvata all'unanimità dall'Assemblea legislativa. Melasecche si impegna a difendere il progetto. Continuerà a battersi per il suo completamento. L'Umbria necessita di una strategia turistica seria. Servono infrastrutture collegate. È fondamentale una gestione efficiente. Non sono sufficienti celebrazioni di circostanza. Operazioni di immagine e tentativi di riscrivere la storia per convenienza politica non aiutano. La sua battaglia è per un futuro concreto.

Un cavalcavia e la valorizzazione del patrimonio

Un esempio emblematico della complessità nella gestione del patrimonio è il cavalcavia della ex ferrovia in località Palombara. Questo si trova a Sant'Anatolia di Narco. Era stato demolito da Anas. L'obiettivo era realizzare la variante di Forca di Cerro. Dopo anni di immobilismo, nell'ottobre 2024 la Giunta regionale ha approvato una convenzione. La proposta era di Melasecche. La convenzione era con Anas e Umbria Tpl e Mobilità. La Regione si sarebbe fatta carico di circa 96mila euro. Questi fondi erano per la progettazione e la ricostruzione dell'opera. Anas aveva formalmente accettato di realizzarla. L'accordo era stato raggiunto con l'allora Amministratore Delegato di Anas. Questo dimostra la complessità nel coordinare diversi attori. La volontà di Melasecche era di sbloccare situazioni di stallo. La ricostruzione del cavalcavia era un tassello importante. Permetteva di ripristinare la continuità del percorso.

La valorizzazione dell'intero patrimonio richiedeva una regia chiara. Era necessaria una gestione unitaria. L'obiettivo era superare gli ostacoli legati alla proprietà demaniale. Eliminare i lacci burocratici era fondamentale. Questo avrebbe permesso una valorizzazione concreta in autonomia regionale. Non si trattava soltanto di recuperare un percorso. L'intento era riportare unità alla governance di un bene. All'epoca, questo bene era frammentato tra concessionario, enti locali e servizi regionali. La gestione unitaria era vista come la soluzione per ottimizzare le risorse. Permetteva di evitare dispersioni e inefficienze. La visione di Melasecche era quella di un approccio olistico. La Spoleto-Norcia doveva essere parte di un sistema più ampio. Un sistema che integrasse diverse forme di mobilità e turismo. La sua proposta mirava a creare un circolo virtuoso. Benefici per il territorio e per i cittadini.

Melasecche ha ribadito la sua posizione. Continuerà a difendere il progetto. Si batterà per il suo completamento. L'Umbria ha bisogno di una strategia turistica seria. Le infrastrutture devono essere collegate. La gestione deve essere finalmente efficiente. Non sono sufficienti celebrazioni di circostanza. Operazioni di immagine e tentativi di riscrivere la storia per convenienza politica sono dannosi. La sua determinazione è chiara. Vuole garantire che il lavoro svolto venga riconosciuto. E che il progetto della Spoleto-Norcia venga portato a termine. La sua battaglia è per il futuro dell'Umbria.

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