Il Garante detenuti dell'Umbria, Andrea Pensi, ha segnalato al CSM gravi disfunzioni nell'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto. La carenza di personale causa ritardi significativi nella gestione delle istanze dei detenuti, mettendo a rischio i loro diritti fondamentali.
Criticità nell'ufficio di sorveglianza di Spoleto
L'avvocato Andrea Pensi, in qualità di Garante per le persone private della libertà in Umbria, ha inviato una nota ufficiale al Consiglio Superiore della Magistratura. La comunicazione, inoltrata anche per conoscenza al Consiglio Giudiziario presso la Corte d'Appello di Perugia e al Ministero della Giustizia, mira a evidenziare le problematiche operative dell'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto. L'obiettivo è sollecitare interventi concreti per ripristinare la piena efficienza dell'ufficio.
Le segnalazioni provengono sia da persone detenute sia dalla Camera Penale di Perugia. I reclami riguardano significative disfunzioni nel funzionamento dell'ufficio. Quest'ultimo è competente per i circondari di Terni e Spoleto. Particolare attenzione è rivolta ai ritardi nella definizione delle istanze. Si tratta di procedimenti di competenza monocratica del magistrato di sorveglianza. La nota sottolinea come la disfunzione si concentri primariamente su questo specifico ufficio.
Personale ridotto e impatto sui detenuti
Secondo quanto comunicato dal Garante, la pianta organica dell'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto prevede la presenza di tre magistrati. Attualmente, però, risulterebbe in servizio un solo magistrato. Questa situazione comporta che le competenze dei due magistrati mancanti rimangano non trattate. Si stima una sospensione di fatto di circa il 66% della materia monocratica. Ciò genera un grave pregiudizio per le persone detenute interessate.
La questione assume particolare rilevanza. I procedimenti di sorveglianza incidono direttamente sulla libertà personale. Influenzano posizioni soggettive fondamentali dei detenuti. Tra queste rientrano i permessi premio, i permessi di necessità e i reclami ex art. 35-ter dell'ordinamento penitenziario. Altri benefici sono anch'essi coinvolti.
Richiesta di interventi al CSM
Nella nota inviata al CSM, si richiama il ruolo cruciale della magistratura di sorveglianza. Essa agisce come giudice naturale e specializzato nella tutela dei diritti dei detenuti. Viene sottolineata la necessità che tale tutela sia effettiva e tempestiva. Il Garante ha richiesto informazioni precise sull'organico attuale dell'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto. Si chiede conto dei posti vacanti rispetto alla dotazione prevista. Vengono chiesti anche i tempi stimati per la copertura di tali posizioni.
Inoltre, si domanda se siano già in programma o in fase di studio iniziative volte a garantire la piena funzionalità dell'ufficio. Tali misure potrebbero includere assegnazioni, trasferimenti o altre soluzioni organizzative. Queste rientrano nelle attribuzioni del Consiglio Superiore della Magistratura. L'avvocato Pensi ha evidenziato che gli effetti sul Tribunale di Sorveglianza di Perugia sono da considerarsi secondari. La disfunzione primaria rimane quella dell'ufficio di Spoleto, sebbene la carenza di organico influenzi anche la capacità complessiva del collegio.
Garanzia dei diritti e appello all'attenzione istituzionale
«L'effettività dei diritti delle persone detenute richiede strumenti di tutela efficaci e tempestivi», ha dichiarato il Garante regionale. «Ritardi significativi nella trattazione delle istanze di sorveglianza rischiano di riflettersi in modo immediato sulla concreta garanzia dei diritti delle persone private della libertà personale». Per queste ragioni, il Garante ha ritenuto doveroso interpellare il Consiglio Superiore della Magistratura. L'obiettivo è ottenere la massima attenzione istituzionale per il regolare funzionamento dell'ufficio.