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Il Festival dei Due Mondi di Spoleto inaugura la sua 69ª edizione con l'opera 'Vanessa' di Samuel Barber. La manifestazione, diretta da Daniele Cipriani, esplora il tema 'Radici' con un programma multidisciplinare e internazionale.

Nuovo direttore artistico per il Festival di Spoleto

La 69ª edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto ha preso il via. Questa edizione segna l'esordio del nuovo direttore artistico, Daniele Cipriani. Al suo fianco operano Leo Muscato, consulente per opera e prosa, e Beatrice Rana, consulente per la musica classica.

La kermesse, che proseguirà fino al 12 luglio, presenta un calendario ricco di novità. Sono previste diverse prime assolute, performance di calibro mondiale e l'esibizione di giovani talenti emergenti. Il Festival conferma la sua vocazione multidisciplinare e globale.

Opera, musica, danza, prosa e arte si intrecciano attorno al tema centrale dell'edizione: "Radici". L'obiettivo è rilanciare il palcoscenico internazionale. Si mira a una dimensione condivisa che valorizzi l'eredità del passato proiettandola verso il futuro.

Un programma internazionale e multidisciplinare

L'evento si estende per diciassette giorni. Sono previste circa 100 performance complessive. Di queste, sette sono prime mondiali. Nove produzioni sono state create appositamente per il Festival. Oltre 1000 artisti provenienti da 28 Paesi animeranno la città.

Gli organizzatori sottolineano che si tratta di circa 11 giorni e mezzo di arte ininterrotta. Questo dimostra l'intensità e la densità del programma proposto per questa edizione.

Il successo è già evidente dai numeri iniziali. Sono stati venduti quasi 23.000 biglietti prima ancora dell'inizio ufficiale. Questo dato testimonia l'attesa e l'interesse del pubblico per l'evento.

L'inaugurazione con l'opera 'Vanessa'

Il sipario si è alzato con la prima assoluta di "Vanessa". Quest'opera valse il Premio Pulitzer a Samuel Barber. L'allestimento è una nuova produzione del Festival. È stato realizzato in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Teatro Petruzzelli.

La regia è curata da Leo Muscato. Il libretto, scritto in inglese, porta la firma del fondatore del Festival, Gian Carlo Menotti. La direzione dell'orchestra è affidata alla sudcoreana Sora Elisabeth Lee. Ha guidato l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto.

L'opera "Vanessa" debuttò in Europa proprio al Festival dei Due Mondi nel 1961. Allora fu presentata in una traduzione italiana. Ora, a distanza di 65 anni, ritorna a Spoleto. L'intento è quello di restituire nuova luce a un caposaldo del melodramma internazionale.

Leo Muscato ha spiegato la scelta all'ufficio stampa del Festival. «Abbiamo scelto di inaugurare il Festival di Spoleto 2026 con Vanessa di Samuel Barber perché incrocia in modo naturale il tema di questa edizione, Radici», ha dichiarato.

«È un'opera che tiene insieme due mondi: la tradizione europea e la cultura americana, e li fa dialogare senza mai separarli davvero», ha aggiunto Muscato. «Questo è già nella sua origine: nel libretto di Gian Carlo Menotti, che guarda all'immaginario di un'altra illustre europea, Karen Blixen, e nel legame con Spoleto, dove l'opera ha trovato il suo debutto europeo, nel 1961, in una traduzione italiana del libretto.»

«Tornarci oggi, dopo 65 anni nella versione originale inglese, non è un'operazione filologica: è un modo per riattivare quel movimento, rimettere in circolo un'idea di teatro aperto, attraversato da più culture», ha concluso Muscato. «È un'opera che scava in zone scomode - l'attesa, il desiderio, l'identità - senza cercare soluzioni facili. La messa in scena nasce da qui: non come celebrazione, ma come attraversamento.»