Il convitto Inps di Spoleto è stato ufficialmente intitolato a San Francesco d'Assisi, in occasione dell'ottavo centenario dalla morte del santo. L'evento ha visto la partecipazione di importanti figure istituzionali e religiose, sottolineando l'importanza dei valori francescani per la comunità educativa.
Intitolazione del convitto a San Francesco
La sede del convitto Inps situata in piazza Campello a Spoleto ha ricevuto una nuova denominazione. L'istituto è stato intitolato alla figura di San Francesco d'Assisi. Questa scelta avviene in concomitanza con le celebrazioni per l'ottavo centenario della scomparsa del santo patrono d'Italia. L'evento ha visto la presenza di autorità civili e religiose di rilievo.
Tra i partecipanti alla cerimonia figuravano monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, il sindaco Andrea Sisti e Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria. La loro presenza ha conferito solennità alla giornata, evidenziando il legame tra la comunità locale e i valori promossi dal santo.
Valori francescani per una comunità educativa
La direttrice generale dell'Inps, Valeria Vittimberga, ha spiegato il significato profondo di questa intitolazione. «Non vogliamo semplicemente attribuire un nome a un edificio», ha dichiarato. «Vogliamo scegliere un esempio, indicare una direzione e assumere un impegno». Ha poi sottolineato come il messaggio di Francesco, incentrato su pace, fraternità e rispetto per il creato, rimanga estremamente attuale.
La direttrice ha descritto il convitto come «una comunità educativa, una piccola palestra di vita». Qui i giovani hanno l'opportunità di imparare a confrontarsi, a costruire relazioni significative e a riconoscere i propri talenti e limiti. L'ambiente è pensato per favorire la crescita personale e sociale degli studenti.
Proposte per il futuro e accoglienza
Valeria Vittimberga ha inoltre avanzato una proposta a Confindustria. Ha suggerito di sostenere circa una decina di borse di studio per gli iscritti al Fondo credito dell'Inps. L'obiettivo è permettere ai giovani più meritevoli di specializzarsi in settori innovativi come la meccatronica. Questo mira a potenziare le competenze dei futuri professionisti.
La direttrice regionale Inps dell'Umbria, Elisa Maria Spagnolo, ha definito il convitto «una casa lontano da casa». Ha spiegato che la struttura accoglie circa 150 studenti provenienti da tutta Italia. Questi giovani vivono e studiano nella struttura, assistiti da educatori qualificati. I valori di ascolto e accoglienza, ispirati a San Francesco, sono visti come guide fondamentali per il futuro degli studenti.
Momenti salienti della cerimonia
Durante l'evento sono intervenuti anche il dirigente del convitto, Stefano Lo Re, e due ex convittori, Paola e Jacopo Morini. Hanno condiviso le loro esperienze e il valore formativo dell'istituto. È stata inoltre prevista una riflessione su Dante e San Francesco, affidata al docente Fausto Dominici. Un intervento di Simone Cascioli, direttore generale di Confindustria Umbria, ha arricchito il programma.
Al termine degli interventi, è stata svelata la targa commemorativa che ufficializza l'intitolazione. Successivamente, il convitto è stato benedetto. Valeria Vittimberga ha ricordato che questa iniziativa si inserisce nel più ampio contesto del Giubileo francescano dell'Inps, previsto ad Assisi. Ha concluso affermando che «una società non può dirsi veramente civile se abbandona le persone nel momento del bisogno», collegando così la missione dell'Istituto alla solidarietà francescana.