Due agenti di polizia penitenziaria sono rimasti feriti in seguito a episodi di violenza avvenuti nel carcere di Spoleto. Un detenuto ha causato fratture a un agente e ha lanciato un monitor contro la vicedirettrice.
Aggressioni nel carcere di Spoleto
La struttura penitenziaria di Spoleto ha registrato due gravi episodi di violenza in meno di un giorno. Un detenuto ha provocato la frattura di tre costole a un agente di polizia penitenziaria. L'uomo è stato ricoverato e la sua prognosi è di almeno 25 giorni. La violenza non si è fermata qui.
Un altro detenuto ha lanciato un monitor contro la vicedirettrice della casa circondariale. Fortunatamente, l'intervento tempestivo di un'ispettrice ha evitato il peggio. La donna è riuscita a deviare la traiettoria dell'oggetto. L'ispettrice ha riportato lievi ferite a una mano, giudicate guaribili in tre giorni.
Denuncia del Sappe
A denunciare la situazione critica è stato Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria). Bonino ha espresso forte preoccupazione per l'escalation di violenza all'interno dell'istituto. Ha sottolineato come questi eventi mettano a rischio la sicurezza del personale di polizia penitenziaria.
Il sindacato ha inviato una diffida al Provveditorato dell'Umbria e al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. La richiesta è chiara: interrompere l'invio di detenuti problematici a Spoleto. Si chiede inoltre l'immediato trasferimento dei detenuti responsabili delle aggressioni.
Richieste di sicurezza e possibili proteste
Il Sappe ha inoltrato una richiesta urgente per un aumento straordinario di risorse. L'obiettivo è rafforzare i protocolli operativi e garantire standard minimi di sicurezza nel carcere di Spoleto. Bonino ha avvertito che, in assenza di risposte concrete e tempestive, il sindacato valuterà ogni forma di protesta consentita.
La protesta mira a tutelare la salute e la dignità dei lavoratori della polizia penitenziaria. La situazione attuale è ritenuta insostenibile e pericolosa per chi opera quotidianamente all'interno della struttura.
Cause e criticità del sovraffollamento
Bonino ha puntato il dito contro le cosiddette "assegnazioni incongrue" al carcere di Spoleto. Negli ultimi mesi, la struttura avrebbe accolto decine di detenuti considerati tra i più facinorosi a livello nazionale. Tra questi, numerosi soggetti con patologie psichiatriche.
A contribuire al clima di tensione si aggiungono la cronica carenza di personale di polizia penitenziaria e il sovraffollamento del circuito di media sicurezza. Queste criticità rendono più difficile la gestione quotidiana e aumentano il rischio di incidenti.
Inerzia disciplinare contestata
Il segretario regionale del Sappe ha anche contestato quella che definisce "inerzia disciplinare". È considerato inaccettabile che il detenuto responsabile del tentativo di ferimento della vicedirettrice si trovi ancora all'interno dell'istituto. Il Provveditorato dell'Umbria avrebbe già risposto negativamente alla richiesta di allontanamento del soggetto.
Questa decisione lascia il personale esposto a ulteriori rischi. Il sindacato chiede un intervento deciso per ristabilire un clima di ordine e sicurezza all'interno del carcere di Spoleto.