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La gestione delle farmacie comunali di Spoleto è al centro di un'indagine contabile e penale. Documenti acquisiti e persone interrogate dalla Guardia di Finanza per fare luce su spese ritenute anomale, mentre l'opposizione chiede le dimissioni del sindaco.

Indagine su gestione farmacie comunali

La Guardia di Finanza di Spoleto ha avviato un'approfondita acquisizione di documenti. Le attività investigative seguono le indicazioni della Procura della Corte dei Conti. Sono state ascoltate diverse persone informate sui fatti. La documentazione raccolta è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Spoleto. Quest'ultima ha aperto un procedimento autonomo. La vicenda riguarda la gestione delle Farmacie Comunali di Spoleto. Il Comune detiene l'85% della proprietà dell'azienda.

Le indagini si concentrano sulla gestione dell'ex amministratore unico, Franco Silvano Toni di Cigoli. Egli ha concluso il suo incarico nell'estate del 2025. A portare alla luce la questione erano stati i consiglieri comunali di opposizione. Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili, appartenenti ad Alleanza Civica, avevano sollevato dubbi. Dopo un accesso agli atti, avevano segnalato una serie di spese ritenute non ordinarie. Questo quadro ha innescato l'indagine della Corte dei Conti. Ha anche dato il via agli accertamenti della Procura penale.

Bilancio in calo e spese sospette

L'ultimo bilancio disponibile dell'azienda farmaceutica mostra un utile di soli 27mila euro. Si tratta di un crollo significativo rispetto ai 240mila euro registrati nel 2023. Quest'ultimo anno coincideva con l'insediamento di Toni di Cigoli. Tale flessione ha acceso i riflettori su diverse voci di spesa. Molte di queste sono considerate poco trasparenti dagli inquirenti.

Tra le anomalie emerse, spicca l'utilizzo di una carta di credito aziendale. Nessun precedente amministratore aveva mai usufruito di tale strumento. Sono state segnalate anche spese per l'affitto di tablet e cellulari di ultima generazione. Altre voci riguardano soggiorni in alberghi e costi per ristoranti. Tali spese sono state giustificate come necessarie per gli interessi aziendali. Particolarmente sotto esame sono 400 euro di conti per pranzi di lavoro. Questi si riferiscono al circolo degli Scacchi di Roma. Le spese sono state sostenute tra aprile e maggio dello scorso anno. In quel periodo, l'ex amministratore percepiva regolarmente i buoni pasto giornalieri, come tutti gli altri dipendenti.

Consulenze, antiquariato e indagini

Ulteriore interesse investigativo è suscitato da decine di migliaia di euro spesi in consulenze legali. Queste sono state disposte direttamente da Toni di Cigoli. È stato inoltre acquistato materiale di antiquariato per 12mila euro. Si tratta di due vasi farmaceutici d'epoca. Questi sono stati successivamente esposti in una delle farmacie comunali. L'acquisto è avvenuto senza l'approvazione formale dell'assemblea dei soci.

Nelle settimane precedenti, la Guardia di Finanza di Spoleto ha condotto audizioni. Queste hanno coinvolto diverse persone legate a vario titolo alla vicenda. Sono stati acquisiti i documenti ritenuti essenziali per le indagini. Il materiale probatorio raccolto sarà trasmesso anche alla Procura penale di Spoleto. L'ufficio, guidato dal procuratore capo Claudio Cicchella, valuterà la sussistenza di eventuali reati. Si procederà poi all'iscrizione dei nominativi nel registro degli indagati.

La reazione politica e le richieste di dimissioni

La polemica politica innescata dalla vicenda non accenna a placarsi. I consiglieri di Alleanza Civica, Dottarelli e Profili, hanno diffuso un comunicato molto critico. Contestano la mancanza di trasparenza da parte dell'amministrazione comunale. Chiedono le dimissioni immediate del sindaco e dell'intera giunta.

«Durante il consiglio comunale dei giorni scorsi ci è stato presentato il Documento unico di programmazione 2026-2028. Ancora una volta, come già accaduto negli anni precedenti, non vi è traccia alcuna nel documento della volontà di apportare modifiche statutarie alle Aziende farmacie comunali Spoleto. Questo nonostante le procedure fossero state avviate dall’ex amministratore unico con il benestare del sindaco Sisti», si legge nella nota dei consiglieri. Essi denunciano una gestione definita «inefficiente, opaca e fin troppo dispendiosa».

La lista delle criticità elencate è lunga. Include spese frequenti per ristoranti stellati. Sono stati documentati 21 soggiorni in 15 mesi in alberghi di lusso a Roma. Sono stati noleggiati tablet e smartphone di ultima generazione per circa 10mila euro. Alcuni di questi dispositivi sarebbero stati assegnati a una società esterna di consulenza. L'ex amministratore percepiva 26 buoni pasto mensili, oltre ai costi per pranzi e colazioni fino a 230 euro. Sono stati erogati contributi a giornali ed eventi per circa 8mila euro. Oltre 28mila euro sono stati destinati a consulenze relative a un piano industriale mai approvato. Altri 28mila euro sono stati impiegati per l'adeguamento al decreto legislativo 231/2001, con progetti mai concretizzati.

«Grave e inaccettabile è il comportamento del sindaco Sisti», attaccano Dottarelli e Profili. «Non solo non ha vigilato, ma ha concesso una manleva amministrativa e contabile all’amministratore nell’assemblea di chiusura mandato. Questo è avvenuto malgrado fosse a conoscenza di alcune anomalie già da aprile». I consiglieri annunciano la loro intenzione di proseguire l'azione. «Continueremo ad agire nelle sedi istituzionali e, se necessario, valuteremo anche azioni formali a tutela dell’interesse pubblico».

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