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Riccardo Cotarella è stato riconosciuto come ambasciatore dell'eccellenza umbra nel mondo. L'evento a Verona ha sottolineato l'importanza del vino regionale, un patrimonio da valorizzare e raccontare meglio.

Cotarella ambasciatore dell'eccellenza umbra

Riccardo Cotarella ha ricevuto un prestigioso riconoscimento. È stato nominato Ambasciatore dell'eccellenza e della qualità dell'Umbria nel mondo. La cerimonia si è svolta a Verona, presso Palazzo Verità Poeta. L'evento ha anticipato i temi di Vinitaly 2026. L'Umbria ha presentato un nuovo modo di promuoversi. La fiera internazionale del vino ha fatto da cornice a questa iniziativa. Segna un importante cambiamento per la regione.

Per la prima volta, un evento istituzionale si è tenuto fuori dalla fiera. È stato ideato da Confcooperative Umbria e SQA srl. La Regione Umbria e la Camera di Commercio hanno patrocinato l'iniziativa. La Fondazione Umbria Jazz ha collaborato alla realizzazione. L'appuntamento mirava a valorizzare le produzioni regionali certificate. Utilizzando un format innovativo, ha proposto una visione integrata. L'obiettivo è migliorare il posizionamento dell'Umbria sui mercati globali.

Valorizzare il patrimonio enologico umbro

Durante la serata, presentata da Tamara Donà, sono stati premiati diversi personaggi illustri. Sono stati definiti "Ambasciatori dell'eccellenza e della qualità dell'Umbria nel mondo". Tra i premiati, Riccardo Cotarella, fondatore di Famiglia Cotarella. È anche presidente di Assoenologi. Ha rilasciato dichiarazioni significative al Corriere dell'Umbria. «Non esiste una ricetta magica per il vino», ha affermato Cotarella. «Serve professionalità, passione e convinzione nelle nostre potenzialità».

«Il nostro territorio è unico», ha proseguito Cotarella. «Per la sua esposizione, la sua giacitura, il suo verde e la sua religiosità. Tutto questo supporta il vino». Ha poi evidenziato le specificità dei vini umbri. «Abbiamo vini unici, come il Sagrantino, il Grechetto, l'Orvieto e i Colli del Trasimeno». Questi rappresentano un «patrimonio inestimabile».

La sfida di raccontare il vino umbro

Cotarella ha sollevato un interrogativo cruciale. «Perché non raggiungiamo ancora il successo meritato?». La risposta è netta: «Siamo delle capre che non sanno raccontarsi». Ha criticato la mancanza di capacità comunicativa. «Non sappiamo dire chi siamo, cosa abbiamo». Questa è una lamentela che ripete da dieci anni. «A parole tutti pronti, ma nei fatti ognuno pensa a sé stesso». Ha sottolineato l'attenzione dei politici verso il vino. «Chi si deve svegliare sono i produttori».

I produttori mancano di imprenditorialità e visione a medio termine. L'unica speranza, secondo Cotarella, risiede nei giovani. «Possiamo contare sui giovani, sui figli di produttori. Questa è l'unica nostra ancora di salvezza». Ha concluso con ottimismo: «Io sono convinto che ce la faremo».

Un evento per le eccellenze umbre

Confcooperative Umbria ha organizzato un vero e proprio "Concerto delle eccellenze certificate umbre". L'evento, su invito, rientra nel progetto "Umbria 100%: la qualità che si sente - Interpreti d'eccellenza!". Non è stata una semplice degustazione. È stata un'esperienza immersiva. Ha unito produzioni certificate, cultura e musica. L'obiettivo era raccontare il territorio. La serata è stata arricchita dal concerto degli **"Accordi Disaccordi"**. La band è una presenza fissa a Perugia durante il Festival. Ciò testimonia il legame tra musica, territorio e identità culturale umbra.

All'evento hanno partecipato figure istituzionali. Tra queste, la presidente della Regione Stefania Proietti. E l'assessora alle Politiche Agricole e Turismo Simona Meloni. Il percorso gastronomico è stato curato dagli chef Federico Montecchiani e Davide Barone. Hanno proposto una rilettura moderna della tradizione umbra. Le migliori etichette delle cantine cooperative regionali hanno accompagnato i piatti. Protagoniste sono state le produzioni certificate. Dalle cantine come Cantina Tudernum (Todi) e Cantina Duca della Corgna (Castiglione del Lago). Fino a realtà come Naturalmiele (Terni) e Frantoio di Spello (Spello).

Una scelta strategica per l'Umbria

Il segretario regionale di Confcooperative, Lorenzo Mariani, ha sottolineato l'importanza dell'evento. «L'Umbria compie una scelta chiara e strategica». L'obiettivo è «uscire dagli spazi tradizionali della fiera». Si vuole affermare un'identità autonoma e riconoscibile. «Confcooperative Umbria sceglie di costruire un proprio racconto». Un racconto coerente e unitario. In cui territorio, produzioni e cultura si integrano. «Un modello di sviluppo fondato sulla cooperazione». Sulla qualità certificata e sulla capacità di fare sistema. Questo modello mette al centro le persone e le comunità. La collaborazione tra imprese, istituzioni e realtà culturali è un elemento distintivo. La sinergia con la Fondazione Umbria Jazz ne è un esempio.

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