Carlo Colaiacovo, figura di spicco del gruppo Colacem, ha avanzato un'offerta considerevole per acquisire la quota del nipote Giuseppe. L'operazione mira a consolidare il controllo della holding familiare.
Carlo Colaiacovo acquisisce il 25% di Financo
Il commendator Carlo Colaiacovo ha esercitato il suo diritto di prelazione. Ha presentato un'offerta di 450 milioni di euro. L'obiettivo è acquisire il 25% delle quote della Financo. Questa holding controlla il colosso del cemento Colacem. L'operazione porterebbe la sua partecipazione al 75%.
La transazione non è ancora formalmente conclusa. Mancano ancora alcuni giorni per il closing. È in corso un ricorso legale. Riguarda la legittimità del diritto di prelazione. Il tribunale emetterà la sua decisione a fine aprile. Tuttavia, il passo avanti era stato anticipato. Era stato annunciato in tribunale durante l'ultima udienza. La richiesta di liquidazione era il tema centrale.
La saga familiare dei Colaiacovo
Questa mossa segna un nuovo capitolo. È una svolta nella lunga disputa familiare. La famiglia Colaiacovo è divisa da oltre vent'anni. La disputa riguarda il controllo della holding Financo. La società è divisa in quattro parti uguali. Ogni quarto appartiene ai discendenti dei quattro fratelli Colaiacovo: Franco, Pasquale, Giovanni e Carlo. Questi fratelli hanno ereditato un'impresa di mattonelle negli anni '60. L'hanno trasformata in un cementificio e poi nella holding Financo.
Il gruppo ha raggiunto un fatturato di un miliardo di euro nel 2023. Le attività sono diversificate. Includono hotel, aziende agricole e un autodromo. Franco e Giovanni sono deceduti. Le loro partecipazioni sono passate ai rispettivi familiari. Il ramo di Pasquale e la società Gold sono alleati. Si contrappongono agli altri due rami. Tra questi spicca Carlo Colaiacovo, ex presidente di Confindustria. La rivalità è emersa nel 2002. È rientrato negli USA il nipote Giuseppe Colaiacovo. Da allora, gli scontri interni sono proseguiti.
Dettagli finanziari e futuri scenari
L'offerta di 450 milioni valuta la holding 1,6 miliardi di euro. Questo valore deriva da un'offerta precedente. Era stata presentata da Eques. Questa società è stata costituita da Gianluca Vacchi e Brunello Cucinelli. L'offerta serviva a saldare i debiti di Fc Gold. Successivamente, Cucinelli si è ritirato. Ha dichiarato di non voler acquisire il controllo di Colacem. Anche Vacchi, secondo indiscrezioni, potrebbe partecipare all'operazione. Potrebbe contribuire con 70 milioni di euro ai 450 milioni offerti da Carlo e Ubaldo.
Il finanziamento principale, circa 380 milioni di euro, proverrebbe da un prestito della banca francese Naxitis. Giuseppe Colaiacovo riceverebbe una liquidazione significativamente superiore. Era stata inizialmente offerta una cifra di 80 milioni da Carlo. L'operazione chiude uno stallo. La situazione vedeva contrapposti Giuseppe Colaiacovo, Paola e Francesca da un lato. Dall'altro Carlo e Ubaldo Colaiacovo. Entrambe le fazioni detenevano il 50% delle quote. Il mancato accordo sui bilanci rischiava il commissariamento.
Un altro nipote, Ubaldo Colaiacovo, è uscito da Ecosuntek. Ha ottenuto circa 20 milioni di euro. Questo corrisponde a circa il 50% di una società valutata 40 milioni. Carlo e Ubaldo hanno unito le forze. Hanno raccolto i fondi necessari per acquisire il 25% di Giuseppe. Questo si somma al loro 50%. Raggiungono così la maggioranza del 75%. La cessione di partecipazioni riguarda anche Birra Flea. E un impianto fotovoltaico in Romania da 3 megawatt. L'operazione complessiva vale 20 milioni di euro.