Catanzaro: Dipendente diffida ASP per mancata applicazione sentenza
Una dipendente dell'ASP di Catanzaro, Paola Parretta, ha notificato un atto di diffida all'azienda sanitaria. La ragione è la mancata applicazione di una sentenza del Tribunale del Lavoro di Catanzaro, che riconosce il suo diritto all'attribuzione di un incarico di funzione. L'avvocato Francesco Pitaro rappresenta la lavoratrice.
Dipendente diffida ASP Catanzaro per mancata applicazione sentenza
La signora Paola Parretta, dipendente dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, ha intrapreso un'azione legale. Ha ricevuto una sentenza favorevole dal Tribunale del Lavoro di Catanzaro. Tale sentenza, emessa in data 6 marzo 2026, le attribuiva il diritto all'incarico di organizzazione del reparto di Ortopedia e Traumatologia presso l'Ospedale di Soverato.
La lavoratrice aveva partecipato a un bando pubblico. La sua posizione in graduatoria era utile per ottenere l'incarico desiderato. Nonostante la sentenza sia immediatamente esecutiva, l'ASP non ha ancora provveduto alla sua applicazione. Questo immobilismo ha spinto la signora Parretta a procedere con un atto di diffida.
L'avvocato Francesco Pitaro, che assiste la signora Parretta, ha formalizzato la diffida. L'atto sottolinea la gravità della situazione. L'ASP di Catanzaro, secondo la diffida, sta agendo in modo illegittimo e omissivo. Si configura un comportamento che ostacola l'applicazione di una decisione giudiziaria.
Dettagli della sentenza e diffida legale
La sentenza del Tribunale del Lavoro di Catanzaro, numero 330/2026, è stata notificata all'ASP in data 9 marzo 2026. Il dispositivo giudiziario accerta il diritto della ricorrente all'attribuzione dell'incarico di funzione. Prevede anche la condanna dell'ASP al rimborso delle spese legali, quantificate in 1900,00 euro, oltre oneri accessori.
L'avvocato Pitaro evidenzia come la sentenza sia immediatamente esecutiva. L'ASP avrebbe dovuto procedere con la corretta e puntuale esecuzione. Invece, nonostante la nota inviata dalla signora Parretta il 10 marzo 2026, l'azienda sanitaria non ha dato seguito.
La diffida descrive la condotta dell'ASP come grave. L'azienda avrebbe prima costretto la lavoratrice a ricorrere in tribunale per un diritto già maturato. Ora, contravvenendo alla sentenza, non le conferisce il ruolo spettante. Questo atteggiamento viene definito illegale, illecito, illegittimo e omissivo.
Si parla di tracotanza, arroganza e ostruzionismo. L'obiettivo sembra essere quello di eludere l'applicazione della sentenza. L'avvocato Pitaro ricorda che le sentenze dei tribunali devono essere eseguite. Un ente pubblico come l'ASP non può ignorare tali decisioni.
Rischio reato e danni professionali per la lavoratrice
La mancata applicazione della sentenza da parte dell'ASP di Catanzaro potrebbe integrare il reato di omissione d'atti d'ufficio. L'articolo 328 del codice penale prevede sanzioni per chi, indebitamente, rifiuta o ritarda atti d'ufficio. La condotta dell'ASP potrebbe rientrare in questa fattispecie.
Inoltre, il continuo rifiuto di applicare la sentenza causa un danno ingiusto alla professione della signora Parretta. La sua crescita professionale è bloccata. L'omissione dell'ASP, che ignora gli effetti esecutivi della sentenza, legittima la lavoratrice a rivolgersi alla Procura della Repubblica.
L'obiettivo è far luce su questa vicenda. Si vuole denunciare l'omissione, l'illegalità e l'ostruzionismo subiti. La signora Parretta intende agire non solo per ottenere coattivamente l'esecuzione della sentenza, con ulteriori spese a carico dell'ASP. Vuole anche il risarcimento di tutti i danni subiti a causa della condotta illegale dell'azienda sanitaria.
Intimidazioni e richieste all'ASP di Catanzaro
L'atto di diffida, notificato all'ASP di Catanzaro e al suo Ufficio Risorse Umane, intima un'azione immediata. Si richiede l'esecuzione della sentenza entro e non oltre cinque giorni dal ricevimento della diffida. L'attribuzione formale e sostanziale dell'incarico alla dottoressa Paola Parretta è l'obiettivo.
In caso di mancata esecuzione nel termine stabilito, l'avvocato Pitaro annuncia azioni concrete. Verrà depositato un esposto/querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro. Si chiede agli organi inquirenti di indagare sull'omesso scorrimento delle graduatorie e sulla mancata applicazione della sentenza. Si vuole accertare gli illeciti ostracismi subiti dalla lavoratrice.
Inoltre, si riserva di utilizzare tutti gli strumenti legali per ottenere l'applicazione della sentenza. Questo comporterebbe un aggravio di spese a carico dell'ASP. Le carte potrebbero essere trasmesse alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Calabria. L'obiettivo è accertare eventuali danni erariali.
Infine, si valuta un'azione risarcitoria. Questa mirerebbe a coprire tutti i danni subiti dalla professione e dalla crescita professionale della lavoratrice. L'azione sarebbe diretta sia contro l'ASP di Catanzaro sia, personalmente, contro i dirigenti responsabili dell'omessa esecuzione. L'atto di diffida è stato trasmesso anche al Prefetto di Catanzaro, al Presidente della Giunta Regionale della Calabria e al Commissario ad acta per la Sanità in Calabria. Si chiede loro di intervenire per ripristinare la legalità nell'ASP Catanzaro e nell'Ospedale di Soverato.
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