La Uil pensionati segnala una drastica riduzione del potere d'acquisto degli assegni pensionistici negli ultimi dieci anni, con perdite fino a 9.600 euro. L'organizzazione chiede piena rivalutazione e maggiori tutele per i pensionati.
Perdita potere d'acquisto pensioni
Il potere d'acquisto delle pensioni ha subito una forte erosione. Questo è quanto denuncia il segretario generale della Uil pensionati, Carmelo Barbagallo. Le sue parole sono emerse durante la relazione di apertura del congresso nazionale tenutosi a Sorrento. Le analisi presentate evidenziano un quadro preoccupante per gli assegni pensionistici.
Negli ultimi dieci anni, il blocco e i tagli alla rivalutazione hanno causato un calo significativo. Per una pensione di fascia medio-alta, la perdita economica accumulata nel decennio supera i 9.600 euro. Questa cifra rappresenta un duro colpo per il tenore di vita di molti anziani.
Barbagallo ha chiarito che la rivalutazione non è un aumento. È piuttosto uno strumento fondamentale per preservare il valore reale delle pensioni. L'attuale sistema, secondo il sindacalista, non offre una protezione adeguata ai redditi da pensione. Per questo motivo, la Uil pensionati continuerà a battersi per una piena rivalutazione di tutti gli assegni.
Proposte per i pensionati e la sanità
Oltre alla rivalutazione, la Uil pensionati avanza altre richieste. Si chiede di estendere la platea dei beneficiari della cosiddetta quattordicesima mensilità. L'obiettivo è includere anche i pensionati con redditi fino a tre volte il trattamento minimo. Contemporaneamente, si chiede di aumentare l'importo per chi già riceve questo beneficio.
La quattordicesima è vista come una misura essenziale di giustizia sociale. Essa mira a fornire un sostegno economico aggiuntivo a chi ne ha più bisogno. La proposta mira a migliorare la condizione economica di una fascia più ampia di pensionati.
Barbagallo ha anche acceso i riflettori sulla sanità pubblica. Si registra un forte affanno nel settore, con quasi 6 milioni di persone in Italia che rinunciano alle cure. Le ragioni sono legate a motivi economici o alle lunghe liste d'attesa. Anche il welfare è considerato a rischio, con la non autosufficienza ancora priva di risposte adeguate.
Critiche alla prestazione universale
La cosiddetta prestazione universale per la non autosufficienza si sta dimostrando insufficiente. La Uilp sottolinea come siano pervenute circa 5mila domande. Di queste, solo il 41% è stato accolto. Questo dato è preoccupante se confrontato con la platea potenziale di oltre un milione e mezzo di anziani non autosufficienti.
Barbagallo ha criticato duramente questa misura. «Non può essere definita universale una misura che esclude la maggioranza delle persone», ha affermato. La richiesta è chiara: un ampliamento della platea dei beneficiari. Inoltre, si chiede un rafforzamento complessivo delle risorse destinate a questo settore cruciale.