La Corte d’Appello di Catanzaro ha modificato le sentenze di primo grado per la sparatoria avvenuta a Sorianello la sera di Natale 2023. Le pene per due imputati sono state alleggerite, mentre un terzo aveva già patteggiato.
Sparatoria a Sorianello: pene rideterminate in appello
La Corte d’Appello di Catanzaro ha emesso nuove sentenze nel processo di secondo grado relativo a un grave episodio di violenza. L'evento, una sparatoria, si verificò la sera di Natale 2023 nella cittadina di Sorianello, provincia di Vibo Valentia. L'episodio aveva causato il ferimento di un giovane cittadino argentino.
I giudici, sotto la presidenza di Giancarlo Bianchi, hanno riesaminato le condanne inflitte in primo grado. Le pene per due cugini, Nazzareno Salvatore Emanuele, di 21 anni, e Michele Idà, di 29 anni, sono state ridotte. Entrambi i giovani provengono da Gerocarne.
Nel dettaglio, Nazzareno Salvatore Emanuele è stato condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione. In primo grado la sua pena era stata fissata a 3 anni e 8 mesi. Il cugino, Michele Idà, ha ricevuto una condanna a 2 anni e 8 mesi, rispetto ai 3 anni stabiliti in precedenza.
Attualmente, entrambi i condannati sono sottoposti a misure di sorveglianza speciale. Questa misura impone loro l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza, limitando la loro libertà di movimento.
Il contesto della vicenda e le accuse
La vicenda giudiziaria riguarda un episodio accaduto nella notte di Natale del 2023 a Sorianello. Le indagini hanno ricostruito una sequenza di eventi culminata con l'esplosione di colpi d'arma da fuoco. La vittima, un giovane di nazionalità argentina, è stata raggiunta da un proiettile al polpaccio.
Per la stessa vicenda, un altro giovane, Giuliano Nardo, 22 anni, residente a Sorianello, aveva già definito la sua posizione giudiziaria. Attraverso un rito abbreviato, ha patteggiato una pena di 2 anni, 5 mesi e 20 giorni. A quest'ultimo è stata concessa la sospensione condizionale della pena.
Agli imputati sono state contestate diverse accuse, a seconda del loro ruolo nell'evento. Tra i reati figurano lesioni personali aggravate, porto e detenzione illegale di armi da fuoco. Sono inoltre imputati per l'esplosione di colpi d'arma da fuoco, ricettazione, violazione di domicilio e danneggiamento.
La dinamica dell'aggressione
Le indagini condotte dalle forze dell'ordine hanno permesso di delineare una dinamica precisa dei fatti. Tutto sarebbe iniziato a seguito di un diverbio sorto all'interno di un bar locale. Successivamente all'alterco, gli imputati si sarebbero diretti verso l'abitazione della vittima.
Secondo quanto ricostruito, i soggetti avrebbero sfondato la porta dell'abitazione utilizzando un tronco di legno. Una volta entrati, avrebbero fatto irruzione armati. Tra le armi utilizzate figuravano un'ascia e una pistola. Durante l'azione, sono stati esplosi diversi colpi d'arma da fuoco.
Uno di questi proiettili ha raggiunto il giovane argentino, causandogli una ferita al polpaccio. La gravità dell'episodio ha richiesto un intervento medico immediato per la vittima.
Le prove decisive per le indagini
Le indagini che hanno portato all'identificazione e alla condanna dei responsabili si sono basate su elementi probatori solidi. Le intercettazioni telefoniche hanno giocato un ruolo cruciale nel ricostruire i contatti e le intenzioni degli indagati.
Altrettanto determinanti sono state le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Le telecamere hanno probabilmente ripreso i movimenti degli imputati prima, durante e dopo l'aggressione, fornendo riscontri visivi alle testimonianze e alle intercettazioni.
Questi elementi hanno permesso agli inquirenti di raccogliere prove sufficienti per formulare le accuse e sostenere il caso in tribunale, portando alle condanne sia in primo che in secondo grado. La vicenda evidenzia la persistenza di fenomeni di criminalità diffusa in alcune aree del territorio calabrese, nonostante gli sforzi delle autorità.