Cronaca

Violenza di genere: oltre 200 donne aiutate in un anno

14 marzo 2026, 05:47 2 min di lettura
Violenza di genere: oltre 200 donne aiutate in un anno Immagine da Wikimedia Commons Sondrio
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Allarme violenza di genere in provincia di Sondrio

Nel corso del 2025, i centri antiviolenza operanti nell'ambito dell'ATS della Montagna hanno registrato un numero significativo di richieste di aiuto. Oltre 200 donne si sono rivolte ai servizi dedicati nella sola provincia di Sondrio, un dato che evidenzia la persistenza e la gravità del fenomeno.

Questi numeri, sebbene allarmanti, rappresentano anche il coraggio di chi sceglie di rompere il silenzio e cercare supporto. Le statistiche, infatti, testimoniano storie di sofferenza ma anche di percorsi di rinascita e recupero.

Interventi e supporto offerto dai centri antiviolenza

Il centro antiviolenza «Il Coraggio di Frida» ha gestito un totale di 212 accessi, con 132 donne prese in carico. Di queste, 91 erano nuove richieste, mentre 31 provenivano da situazioni già seguite nel 2024. Gli interventi spaziano dall'accoglienza iniziale, effettuata in 132 casi, al supporto psicologico per 8 donne e alla consulenza legale per 19 persone.

In 6 casi è stata necessaria l'attivazione di misure di protezione, come il ricovero in strutture protette o case rifugio. Inoltre, in 28 nuove prese in carico, è stata fondamentale la collaborazione con altri enti, tra cui i servizi sociali, i servizi di tutela minori, i consultori e i servizi specialistici territoriali.

Sensibilizzazione e prevenzione sul territorio

La dirigente psicologa Sara Corallo sottolinea l'importanza di rendere pubblici questi dati per monitorare l'efficacia delle azioni intraprese e per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni. La prevenzione e il contrasto alla violenza di genere richiedono un'attenzione costante e un impegno collettivo.

In quest'ottica, si inserisce l'iniziativa «Bellezza e salute fisica in ascolto», promossa dal Soroptimist Club Valchiavenna e Confartigianato Imprese Sondrio. L'evento ha visto la partecipazione di professionisti del settore benessere, rappresentanti delle forze dell'ordine, dei servizi sociali e della scuola, con l'obiettivo di formare figure di «sentinella» capaci di riconoscere i segnali di disagio e orientare le persone verso i servizi competenti.

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