Sondrio: oltre 200 donne vittime di violenza nel 2025
Allarme violenza di genere in provincia di Sondrio
Nel corso del 2025, la provincia di Sondrio ha registrato un preoccupante numero di casi di violenza di genere. I centri antiviolenza dell'ATS della Montagna hanno accolto oltre 200 donne che hanno cercato aiuto e supporto.
Questi dati, resi noti dall'ATS, evidenziano la persistenza del fenomeno e l'importanza dei servizi dedicati. La vicina Valcamonica ha fatto registrare circa cento casi aggiuntivi, portando il totale nell'area di competenza dell'ATS a superare i trecento contatti.
Centri antiviolenza: numeri e interventi
Il centro antiviolenza «Il Coraggio di Frida» ha gestito 212 accessi totali nel 2025, con 132 nuove prese in carico. Di queste, 91 sono state registrate nell'anno corrente e 31 sono proseguite dal 2024.
Le prestazioni erogate sono state diversificate: 132 casi hanno ricevuto attività di accoglienza, 8 donne hanno beneficiato di supporto psicologico e 19 di consulenza legale. In 6 situazioni è stata garantita protezione, inclusi ricoveri sociali e case rifugio.
Collaborazione con altri enti e sensibilizzazione
In 28 casi tra le nuove prese in carico, è stata necessaria la collaborazione formale con altri enti. Tra questi figurano principalmente i servizi sociali, il servizio di tutela minori, i consultori e altri servizi specialistici territoriali.
La dirigente psicologa Sara Corallo sottolinea l'importanza di rendere pubblici questi numeri: «Sono storie, percorsi di sofferenza ma anche di rinascita. Renderli pubblici è essenziale non solo per monitorare l’efficacia delle nostre azioni, ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’urgenza di mantenere sempre alta l’attenzione».
Prevenzione e ruolo delle professioni del benessere
Un esempio concreto di sensibilizzazione è stata la tavola rotonda «Bellezza e salute fisica in ascolto», tenutasi all’Istituto «Crotto Caurga» di Chiavenna. L'evento, promosso da Soroptimist Club Valchiavenna e Confartigianato Imprese Sondrio, ha coinvolto professionisti del benessere, rappresentanti delle istituzioni, forze dell'ordine e servizi sociali.
L'obiettivo era formare le professioni del benessere affinché possano agire come «sentinelle» sul territorio, capaci di riconoscere segnali di disagio e situazioni di violenza, offrendo un primo ascolto e indirizzando le persone verso i servizi competenti.