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Il Comitato del grande idroelettrico di Sondrio si oppone fermamente alle proroghe delle concessioni. Chiede gare trasparenti per garantire compensazioni territoriali e ambientali ai Comuni, criticando gli sconti energetici per le grandi aziende.

Comitato contro proroghe concessioni idroelettriche

Un sodalizio locale esprime forte contrarietà a ulteriori posticipi delle concessioni idroelettriche. Il Comitato del grande idroelettrico lombardo si scaglia contro questa ipotesi. La sua posizione è netta e inequivocabile. Si tratta di un'ottava proroga in soli 25 anni. Questa pratica, secondo il comitato, non porta benefici tangibili al territorio interessato.

L'associazione sottolinea come queste proroghe non garantiscano ritorni significativi. I benefici per le comunità locali sono praticamente nulli. La critica si concentra sull'assenza di un reale vantaggio per le aree che ospitano gli impianti idroelettrici. La loro presenza impatta significativamente sul paesaggio e sull'ambiente circostante.

Il Comitato guarda con preoccupazione all'assessore regionale Sertori. La sua posizione è cruciale per le decisioni future. Il timore è che vengano confermate le proroghe. Questo significherebbe ignorare le richieste del territorio. Le conseguenze potrebbero essere negative per le comunità montane.

Critiche alla "Quarta Via" e agli sconti energetici

L'ipotesi di una proroga legata a un piano di investimenti è giudicata impraticabile. Questa strategia, nota come "Quarta Via", è vista come contraria al diritto comunitario. È stata già bocciata due volte dalla Corte Costituzionale. I giudizi risalgono al 2005 e al 2010. Il Comitato ribadisce la sua contrarietà a questa soluzione.

Inoltre, la fornitura di energia scontata alle aziende energivore della Lombardia è un altro punto dolente. Questo sconto non andrebbe a beneficio dei territori montani. Colpirebbe invece solo poche grandi imprese industriali. La disparità di trattamento è evidente. Le piccole e medie imprese locali resterebbero escluse.

Anche questo ipotetico sconto energetico è in violazione della concorrenza. Violarebbe il principio del prezzo unico nazionale. La libera concorrenza è un pilastro dell'economia. Favorire poche grandi aziende danneggia il tessuto produttivo locale. Il Comitato chiede maggiore equità.

Impatto sui Comuni e richieste di trasparenza

Il vero risultato di questa iniziativa sarebbe dannoso. I Comuni e il territorio verrebbero esclusi. Non avrebbero più la possibilità di ottenere compensazioni. Queste compensazioni sono fondamentali per il miglioramento ambientale. Le gare pubbliche sono lo strumento ideale. Permettono di selezionare i migliori offerenti.

La mancata trasparenza delle gare è un rischio concreto. Potrebbe portare a un'ondata di ricorsi. Questi ricorsi potrebbero avvenire in Italia e in Europa. La situazione attuale verrebbe congelata. I grandi concessionari continuerebbero a lucrare. Lo farebbero per anni, sfruttando impianti ormai ammortizzati. La rendita idroelettrica finirebbe nelle mani di pochi.

La riduzione dei prezzi dell'energia è un obiettivo condivisibile. Tuttavia, non deve favorire solo pochi grandi attori. Deve prioritariamente sostenere le piccole e medie imprese. Le famiglie dei territori montani sono quelle più colpite. Hanno diritto a beneficiare delle risorse locali. Il Comitato insiste su questo punto.

La proposta del Comitato: gare e società pubbliche

La via maestra indicata dal Comitato è chiara. Bisogna procedere al più presto con le gare pubbliche. Questo è il modo più efficace per garantire trasparenza. La gestione degli impianti idroelettrici è una risorsa strategica. Deve essere gestita nell'interesse collettivo.

Ancora meglio, il Comitato auspica società a maggioranza pubblica. Questo garantirebbe un controllo più diretto. Il territorio avrebbe voce in capitolo nella gestione. La priorità nella scelta del vincitore di una gara dovrebbe essere chiara. Oltre all'offerta sui canoni, da riversare sul territorio, c'è un altro criterio.

Il criterio fondamentale è l'offerta del prezzo più basso. Questo dovrebbe riguardare il 100% dell'energia prodotta. Non il ridicolo 15% attualmente proposto. Un prezzo equo per tutti è la vera soluzione. Questo porterebbe benefici reali e diffusi. La proposta mira a un modello più giusto ed equo.

Contesto normativo e precedente storico

Le concessioni idroelettriche in Italia sono regolate da una normativa complessa. La Direttiva Europea 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili ha spinto verso la liberalizzazione. Inizialmente, le concessioni erano spesso rinnovate automaticamente. Questo sistema favoriva i concessionari storici. La Corte Costituzionale è intervenuta più volte per garantire la concorrenza.

La sentenza n. 313 del 2003 ha stabilito la necessità di procedure competitive per l'assegnazione delle grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico. La normativa successiva, come il Decreto Legislativo 112/1998 e successive modifiche, ha cercato di attuare questi principi. Tuttavia, le proroghe sono state uno strumento utilizzato frequentemente. Questo ha ritardato l'effettiva apertura del mercato.

Il Comitato del grande idroelettrico di Sondrio si inserisce in un dibattito nazionale. Questo dibattito vede contrapposti gli interessi delle grandi utility e le istanze dei territori. La richiesta di gare trasparenti è un cavallo di battaglia di molte associazioni ambientaliste e comitati locali. L'obiettivo è massimizzare i benefici per le comunità locali. Questi benefici includono compensazioni ambientali, investimenti in infrastrutture e tariffe energetiche più basse.