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La Lombardia affronta una significativa riduzione delle riserve nevose, con un impatto potenziale sulla disponibilità idrica estiva. Le misurazioni confermano un deficit marcato rispetto alle medie storiche.

Calo drastico delle riserve nevose in Lombardia

Le precipitazioni nevose in Lombardia sono state scarse a tutte le altitudini. Questo fenomeno ha portato a una notevole diminuzione delle riserve di neve. Tali riserve, che in estate si trasformano in acqua, risultano ora ben al di sotto della media stagionale.

Le rilevazioni effettuate dallo Snow Water Equivalent (SWE) dal Centro regionale neve a valanghe di Arpa confermano questa tendenza. L'equivalente in acqua del manto nevoso mostra una riduzione compresa tra il 30% e il 60% rispetto alla media del decennio 2015-2025. Nei ghiacciai, la diminuzione raggiunge il 39%.

Monitoraggio dettagliato sui ghiacciai lombardi

Il campionamento è stato condotto a fine maggio. La raccolta dati è stata possibile grazie alla collaborazione tra Arpa Lombardia ed Enel Green Power Italia. Sono stati eseguiti 55 carotaggi e decine di misurazioni dell'altezza del manto nevoso.

Le aree interessate includono i ghiacciai dell'Adamello e del Pisgana, nel bacino dell'Oglio. Sono stati monitorati anche i ghiacciai del Vioz e Dosegù, nel sottogruppo Cevedale-San Matteo (bacino dell'Adda). Altri siti includono il ghiacciaio dei Vitelli, i ghiacciai di Alpe Sud e di Savoretta, e infine i ghiacciai di Fellaria Orientale e dello Scalino.

Condizioni meteo e accumuli nevosi

L'anno è stato caratterizzato da poche nevicate significative. Gli eventi principali si sono verificati in date sparse: 15-16 novembre, 27-28 gennaio, 15-20 febbraio e 14-15 marzo. Le precipitazioni sono avvenute a distanza di tempo l'una dall'altra.

Inoltre, la primavera ha registrato temperature superiori alla media. Nonostante queste condizioni, i valori più elevati di SWE sono stati registrati nell'alta Valmalenco. Qui, sull'apparato glaciale del Fellaria Orientale, si sono accumulati 15 metri di neve. Anche sul ghiacciaio dello Pisgana si sono misurati 11 metri di neve cumulata.

Su altri ghiacciai, come quelli dell'Adamello, del Dosegù, dello Scalino, del Vioz, dei Vitelli, di Savoretta e di Alpe Sud, gli accumuli nevosi sono compresi tra 6 e 10 metri. Questi dati evidenziano una situazione di deficit idrico potenziale per i prossimi mesi estivi.

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