Cronaca

Frontalieri: caos decreto Omnibus, sindacati chiedono intervento

15 marzo 2026, 22:12 2 min di lettura
Frontalieri: caos decreto Omnibus, sindacati chiedono intervento Immagine da Wikimedia Commons Sondrio
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Tassazione errata per frontalieri 'transcantonali'

Le organizzazioni sindacali dei frontalieri hanno espresso forte preoccupazione riguardo l'applicazione di una nuova tassazione da parte del Canton Ticino. Secondo le segnalazioni raccolte, i lavoratori italiani che risiedono in una provincia di confine ma lavorano in un Cantone svizzero non confinante (i cosiddetti 'transcantonali') sarebbero penalizzati.

Il problema riguarda l'interpretazione del decreto Omnibus, una normativa che prevedeva la possibilità per alcune categorie di frontalieri di optare per un'imposta sostitutiva del 25% sui redditi da lavoro dipendente percepiti in Svizzera. Le autorità ticinesi, tuttavia, sembrano considerare questa opzione una tassazione speciale, escludendola dalle intese transnazionali e applicando l'intera imposta alla fonte.

Richiesta di ritiro tassa salute e rispetto accordi

I sindacati, tra cui Csir Sondrio Grigioni, Cgil, Cisl, Uil, Unia, Ocst, Vpod, Syna e Syndicom, chiedono il ritiro della cosiddetta 'tassa sulla salute' e il pieno rispetto del decreto Omnibus. L'obiettivo è garantire che la normativa italiana venga applicata correttamente anche per i lavoratori frontalieri.

Inoltre, viene sottolineata l'importanza di tutelare i ristorni fiscali, un meccanismo che garantisce stabilità finanziaria ai Comuni di frontiera. L'attuale accordo sui ristorni è previsto fino al 2033, e i sindacati respingono ogni tentativo di modifica che possa comprometterne l'efficacia.

Appello a Governo e Regione Lombardia

Le organizzazioni sindacali si appellano direttamente al Governo italiano e alla Regione Lombardia affinché intervengano per risolvere la situazione. L'intesa del luglio 2024, siglata tra il ministro Giancarlo Giorgetti e i sindacati, mirava a risolvere problematiche relative ai 'vecchi' frontalieri, ma le recenti azioni del Canton Ticino sembrano minare questi sforzi.

Si auspica che un ripristino di corrette relazioni internazionali possa portare al pieno rispetto delle disposizioni legislative italiane e alla tutela dei diritti dei lavoratori frontalieri, evitando ulteriori contenziosi e incertezze.

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