Condividi
AD: article-top (horizontal)

AgriValtellina apre a Colorina, evento dedicato alla zootecnia. Gli allevatori valtellinesi, rappresentati da Gianmario Tramanzoli, chiedono interventi concreti e finanziamenti per sostenere le attività in quota e superare le difficoltà del mercato del latte.

Allevatori valtellinesi chiedono sostegno concreto

La manifestazione AgriValtellina ha preso il via a Colorina. L'evento celebra la zootecnia e le tradizioni agricole della Valtellina. Gianmario Tramanzoli, vicedirettore di Aral Lombardia per l'area montana, ha sottolineato le sfide del settore.

«La zootecnia di montagna affronta difficoltà reali», ha affermato Tramanzoli. Ha evidenziato la necessità di puntare sulla qualità dei prodotti. La valorizzazione delle «terre alte» è vista come una strategia chiave. Questo per contrastare la concorrenza della grande distribuzione.

La crisi del latte e i prezzi bassi

La situazione del latte rappresenta un esempio emblematico delle problematiche. Il prezzo del cosiddetto «latte spot» si aggira tra i 27 e i 28 centesimi al litro. Questo prezzo è insostenibile per gli allevatori locali. Essi necessitano di almeno il doppio per coprire i costi.

Questa situazione crea serie difficoltà per le latterie locali. Tra queste figurano quelle di Chiuro, Delebio e Livigno. Queste realtà gestiscono circa il 60% della produzione di latte della zona.

Qualità e valorizzazione del territorio

In provincia di Sondrio operano circa 430 aziende agricole. Queste sono attive nella produzione di latte. Nonostante il volume d'affari, la Valtellina conta solo l'1.8% delle vacche lombarde. Questo dato impone una focalizzazione sulla qualità. La qualità deve essere percepita dal consumatore finale dei derivati del latte.

Tramanzoli ha ribadito l'importanza di valorizzare i prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP). È fondamentale che i prodotti locali abbiano un valore riconosciuto anche fuori provincia. La valorizzazione del territorio e degli alpeggi è un punto cruciale.

Abbandono delle terre alte e aiuti

Un altro aspetto critico è l'abbandono delle aree di media e alta montagna. Queste zone, comprese tra i 600 e i 2000 metri di quota, ospitano i maggenghi. È necessario trovare soluzioni concrete per incentivare il lavoro degli allevatori in queste aree.

«Dobbiamo dare, non solo a parole ma con i fatti, l’opportunità di lavorare agli allevatori», ha dichiarato Tramanzoli. Ha richiesto sovvenzioni e finanziamenti specifici. Questi aiuti sono indispensabili per sostenere le attività che si svolgono in quota.

L'evento AgriValtellina si propone come vetrina per le eccellenze locali. Tuttavia, le parole di Tramanzoli evidenziano la necessità di azioni concrete. Queste azioni devono supportare gli allevatori nel superare le sfide economiche e ambientali del settore.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: