Tre dipinti inediti del noto artista Adolfo Mattielli sono riemersi in un'abitazione a Soave. Il ritrovamento è avvenuto durante un'ispezione per lavori di ristrutturazione, aprendo nuove prospettive sulla sua opera.
Ritrovamento inaspettato di opere d'arte
Durante un sopralluogo per valutare un immobile da ristrutturare, due architette hanno fatto una scoperta sorprendente. Le professioniste, Maria Vittoria Malgarise e sua madre Maria De Rossi, hanno individuato tre opere sconosciute del pittore Adolfo Mattielli. L'artista, soprannominato «il pittore dei soavesi», è molto amato nella zona. La sua morte risale al 13 dicembre 1966.
Le opere sono state trovate in una vecchia casa situata a Soave. Questo ritrovamento potrebbe segnare una riscoperta dell'artista, a sessant'anni dalla sua scomparsa. Le due professioniste condividono uno studio a San Bonifacio.
Il primo quadro: simbolismo e natura
«Per un cliente cercavamo una casa da ristrutturare tra Soave e San Bonifacio», ha spiegato De Rossi. «Appena entrate nel salotto, Maria Vittoria si è bloccata. Ha notato un grande quadro che le ricordava lo stile di Mattielli». Avvicinandosi, ha confermato la sua intuizione. L'opera, un olio su tavola, era firmata in rosso da Mattielli nel 1920.
Il dipinto raffigura due bambini seduti su un prato. Sono circondati da alberi e un laghetto. Un bambino, con una farfalla sull'indice, guarda estasiato l'altro. Quest'ultimo tiene una palla tra le mani. De Rossi ha sottolineato il simbolismo presente nell'opera. «I bambini rappresentano la primavera della vita», ha affermato. Il cappello di un bambino potrebbe essere visto come un'aureola.
La farfalla, simbolo dell'anima, e la palla, forse un frutto, aggiungono ulteriori livelli di lettura. «Mattielli amava molto i significati nascosti», ha aggiunto De Rossi. L'architetta Malgarise ha evidenziato come la natura, i bambini e la fede siano temi ricorrenti nell'artista. Ha anche notato la matericità dell'opera, quasi tridimensionale.
Altri due Mattielli emersi
Malgarise ha poi raccontato di aver sentito una «scossa» entrando in sala da pranzo. Lì ha trovato altri due dipinti di Mattielli. Erano di dimensioni più piccole e non presentavano datazione. Il primo quadro descrive una scena bucolica. Vi si vede una donna accoccolata su una roccia con alcune pecore. Sullo sfondo, montagne e un edificio che ricorda una chiesa.
«Siamo sempre nel simbolismo», hanno commentato le architette. Si può interpretare la figura come una pastora o una donna in preghiera. Il paesaggio richiama lo stile di Segantini. Il secondo dipinto evoca le colline di Soave. Mostra una madre e il suo bambino in preghiera davanti a un capitello.
Luce e spiritualità nei dipinti
In quest'ultima opera, il rosso della firma si ritrova nel fazzoletto della donna. Le professioniste sono rimaste colpite dall'uso della luce. Mattielli è riuscito a suggerire un tramonto nel secondo quadro. Ha anche illuminato i volti delle figure oranti, creando un'atmosfera spirituale. La luce enfatizza la devozione espressa dai personaggi.
L'attuale proprietario della casa, informato della scoperta, non si è mostrato sorpreso. Sapeva del forte legame dell'abitante precedente con il paese e i suoi simboli. L'uomo ha messo le opere al sicuro. Ora valuterà come valorizzarle al meglio.
Prospettive future per le opere
«Tutte le strade ci paiono al momento aperte», ha dichiarato De Rossi. Il proprietario, che preferisce rimanere anonimo, sta valutando diverse opzioni. Queste includono l'affidamento a una galleria, la vendita o la donazione a fronte di un progetto di valorizzazione. È stata però ottenuta l'autorizzazione per una presentazione pubblica.
L'organizzazione di questo evento è ancora da definire. Successivamente si prenderanno decisioni più concrete. La parola chiave resta «valorizzazione», per dare il giusto risalto a queste importanti opere ritrovate.
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