Sirmione: barriere al Castello, residenti ed esercenti contro il Comune
Overtourism a Sirmione: nuove misure contestate
Sirmione si prepara all’imminente stagione turistica ma la gestione dell’afflusso eccessivo di visitatori, il cosiddetto «overtourism», resta un nodo irrisolto. Le recenti sperimentazioni attuate dal Comune per regolare gli accessi al centro storico, in particolare davanti al Castello, hanno scatenato forti reazioni negative.
Le nuove misure, che prevedono un sistema di barriere e corsie pedonali, sono state definite «inutili e dannose» da un fronte unito di associazioni. Tra queste figurano i commercianti, i trasportatori, i residenti del centro storico e diverse attività alberghiere.
Critiche alle corsie pedonali sperimentali
L’amministrazione comunale aveva istituito un «tavolo d’indirizzo» per studiare soluzioni condivise, coinvolgendo categorie economiche e minoranze politiche. Tuttavia, le corsie pedonali a serpentina sperimentate nei giorni scorsi davanti all’ingresso del Castello non corrispondono alle aspettative discusse.
Queste nuove disposizioni, che costringono i visitatori a code, sono percepite come una gestione tardiva del problema, intervenendo quando la folla è già presente. Le associazioni lamentano che le soluzioni adottate non sono il frutto di un confronto costruttivo e non affrontano le criticità in modo strutturale.
Mancanza di confronto e impatto economico
Le associazioni denunciano una scarsa comunicazione da parte del Comune riguardo alle modifiche introdotte. L’introduzione delle transenne per il percorso pedonale ha colto di sorpresa molti operatori e residenti.
Si teme che questi interventi, oltre a non limitare efficacemente gli accessi, possano soffocare residenti, ospiti e lavoratori, con ricadute negative sull’equilibrio economico e sull’attrattività di Sirmione. Le richieste avanzate al tavolo puntavano a una gestione dei flussi all’origine.
Richiesta di ascolto e possibili sviluppi
Le associazioni chiedono un maggiore ascolto e coinvolgimento nei prossimi incontri, mettendo in guardia sulla possibilità di abbandonare il tavolo d’indirizzo qualora le loro istanze non venissero accolte.
La situazione evidenzia la complessità nel bilanciare le esigenze del turismo di massa con la vivibilità del centro storico e la sostenibilità economica delle attività locali.