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Il Comune di Siracusa affronta un debito di oltre 76mila euro per servizi veterinari non pagati al mercato ittico. La questione, originata nel 2014, arriva ora in Consiglio comunale per il riconoscimento.

Riconoscimento debito fuori bilancio per mercato ittico

Una vecchia controversia legata al mercato ittico comunale sta per gravare sulle casse del Comune di Siracusa. Si tratta di un debito di 76.102,50 euro. Questa somma è stata prudenzialmente accantonata per chiudere un contenzioso. Riguarda prestazioni veterinarie. Queste furono erogate dall'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) tra il 1999 e il 2004.

La questione, con una sentenza del 2014, ha portato a una cartella esattoriale notificata nel 2024. Il pagamento, tuttavia, non è mai avvenuto. Il caso sarà discusso giovedì 5 novembre in Consiglio comunale. La seduta è stata convocata dal presidente Alessandro Di Mauro. Si discuteranno due proposte di riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Contenzioso per prestazioni veterinarie e ferie non godute

Oltre alla vicenda del mercato ittico, il Consiglio esaminerà un altro debito. Si tratta di un contenzioso con un ex dipendente comunale. L'importo richiesto è di circa 8 mila euro. Questo per ferie non godute e non retribuite alla fine del rapporto di lavoro. La controversia più rilevante, però, riguarda il mercato ittico.

Una ricostruzione amministrativa allegata alla proposta evidenzia diversi passaggi irrisolti. La controversia nasce dal mancato pagamento delle prestazioni veterinarie fornite dall'ASP. Nel 2009, venne emesso un decreto ingiuntivo contro il Comune. L'ente presentò opposizione.

Sentenza del 2014 e cartella esattoriale del 2024

Il Tribunale di Siracusa, con una sentenza del marzo 2014, revocò il decreto ingiuntivo. Tuttavia, condannò il Comune al pagamento di 54.903,44 euro. A questa cifra si aggiunsero interessi e spese processuali. Nel febbraio 2015, l'ASP inviò una diffida al Comune. Richiedeva il versamento di 65.466,07 euro.

Il credito fu successivamente iscritto a ruolo. Il 18 ottobre 2024, è arrivata una cartella dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'importo richiesto era di 71.905,33 euro. L'11 novembre 2024, la cartella fu trasmessa al settore competente per le opportune valutazioni.

Verifiche legali e ritardi amministrativi

La nota dell'Avvocatura comunale del 18 giugno 2026 si concentra su questo passaggio. Il settore Attività Produttive aveva chiesto all'Avvocatura di verificare la legittimità dell'iscrizione a ruolo. Si chiedeva anche di accertare l'eventuale prescrizione del credito. Questa richiesta risale al primo giugno 2026.

La risposta dell'Avvocatura, firmata dalla dirigente Maria Distefano, è chiara. La richiesta di parere viene archiviata. Non era sottoscritta dal dirigente del settore, come previsto dalle direttive interne. Inoltre, si sottolinea che alla trasmissione della cartella (novembre 2024) non era mai seguito il riscontro richiesto.

L'Avvocatura evidenzia che i termini per proporre opposizione erano ampiamente scaduti. Si legge nella nota: «Non si comprende, dunque, il senso della richiesta di un parere volto a rintracciare eventuali difetti o vizi formali di una cartella esattoriale notificata nell’anno 2024».

Gestione della pratica e interessi maturati

Un ulteriore elemento emerge da una nota inviata l'11 giugno 2026 alla Ragioneria. Il responsabile del servizio Attività Produttive, Giuseppe Vinci, dichiara che il personale all'epoca in servizio non era a conoscenza della cartella. Ciò a causa degli avvicendamenti avvenuti negli anni. Viene chiesta una verifica su eventuali pagamenti parziali o totali effettuati all'ASP dal 2014.

Nella proposta sottoposta al Consiglio, si specifica che non era ancora pervenuto un riscontro dalla Ragioneria. Si evidenzia che l'attuale dirigente del settore, Giuseppe Calabretta, si è insediato il primo giugno 2025. Il precedente dirigente non avrebbe consegnato tutti gli atti in scadenza, inclusa la cartella in questione.

Nel frattempo, gli interessi hanno continuato a maturare. Una simulazione di pagamento del 17 agosto 2026 indica un importo aggiornato di 75.102,50 euro. Si aggiungono 3.197,17 euro di ulteriori interessi rispetto alla cartella del 2024. A questa cifra è stata aggiunta una disponibilità prudenziale di mille euro. La copertura finanziaria prevista raggiunge così i 76.102,50 euro.

Approvazione del debito e implicazioni

La somma sarà prelevata dal capitolo di bilancio comunale dedicato ai debiti fuori bilancio. Questi saranno finanziati con avanzo di amministrazione accantonato. Il Consiglio comunale dovrà pronunciarsi sul riconoscimento del debito. Questo passaggio è fondamentale per autorizzare il pagamento tramite l'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Rimane critico il nodo della gestione amministrativa della pratica. Una cartella notificata nell'ottobre 2024, trasmessa agli uffici il mese successivo, è tornata al centro dell'istruttoria solo nel 2026. Ciò è avvenuto quando, secondo l'Avvocatura comunale, i termini per contestarla erano già scaduti.