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Una coppia di Siracusa è stata colpita da un divieto di avvicinamento riguardante una minore che era stata affidata loro. La bambina, giunta in Italia nel 2019, è stata ricongiunta alla madre biologica dopo anni di separazione.

Bimba contesa: le indagini a Siracusa

Le forze dell'ordine di Siracusa hanno applicato un'ordinanza restrittiva. Questa misura impedisce a una coppia locale di incontrare una minore. La bambina era stata affidata a loro nel 2022. Il Tribunale per i minorenni di Catania aveva già deciso il ricongiungimento con la madre naturale. La decisione risale al luglio 2025.

Le accuse mosse dal giudice per le indagini preliminari di Siracusa sono gravi. Si parla di maltrattamenti in famiglia. Vengono contestate anche la sottrazione di persona incapace. Infine, si contesta la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento giudiziario.

La storia della piccola migrante

La ricostruzione della Procura dipinge un quadro di condotta illecita. I coniugi avrebbero ignorato ripetutamente le decisioni del Tribunale. Quest'ultimo aveva stabilito l'affidamento della minore ai servizi sociali. L'obiettivo era il ricongiungimento definitivo con la madre biologica. La piccola, oggi sette anni, arrivò in Italia nel 2019. Aveva solo pochi anni quando fu soccorsa da una ONG su un barcone.

Dopo le ricerche dei genitori, la bambina fu affidata alla coppia siracusana. L'affidamento avvenne il 30 giugno 2022. Successivamente, la Croce Rossa segnalò l'arrivo di una donna a Brindisi. Questa donna, sbarcata nel marzo 2023, cercava la sua bambina. Il legame di parentela fu confermato da un test del DNA.

Ostacoli al ricongiungimento madre-figlia

Era stato avviato un percorso per riavvicinare madre e figlia. Una sentenza del 17 luglio 2025 aveva disposto incontri immediati. Tuttavia, la Procura sostiene che questo processo sia stato ostacolato. I genitori affidatari avrebbero creato intralci significativi. Si parla di azioni materiali di ostruzionismo. Si ipotizzano anche forme di manipolazione psicologica.

I consulenti della Procura hanno evidenziato la difficoltà della coppia. Sembrava difficile per loro rinunciare al ruolo genitoriale. Non favorivano il distacco della bambina. Per questo motivo, il Tribunale per i minorenni ha agito ulteriormente. Il 31 marzo scorso, la bambina è stata inserita in una famiglia-ponte. I tentativi di esecuzione da parte dei servizi sociali sono risultati vani.

Le indagini hanno portato a elementi decisivi. Questi confermano un quadro di maltrattamento. Gli esperti lo hanno definito "altamente maltrattante". Sono emerse forme di manipolazione. Queste miravano a indurre la piccola a una scelta dolorosa. Doveva scegliere tra "genitori buoni" e "madre cattiva". La misura cautelare ora impedisce alla coppia di avvicinarsi alla minore.