Scuole Siracusa: degrado diffuso, servono milioni per la sicurezza
Edilizia scolastica Siracusa: un quadro preoccupante
Una recente relazione tecnica del Comune di Siracusa, datata 10 marzo 2026, ha acceso i riflettori sullo stato di conservazione degli edifici scolastici della città. Il documento, redatto dal dirigente Domenico Sole Greco in risposta a un'interrogazione del consigliere Leandro Marino, descrive una situazione di degrado diffuso che necessita di interventi urgenti.
Non emergono criticità strutturali allarmanti, ma la relazione evidenzia un deterioramento manutentivo esteso che compromette sicurezza, funzionalità e salubrità degli ambienti. Migliaia di studenti e personale scolastico sono coinvolti in questa problematica.
Criticità e certificazioni: un quadro in chiaroscuro
Tra i punti più critici, la relazione sottolinea la situazione delle certificazioni obbligatorie. Diversi plessi scolastici presentano certificati di prevenzione incendi scaduti o pratiche di agibilità ancora da completare. Plessi appartenenti all'Istituto comprensivo Salvatore Raiti e al 2° istituto comprensivo Falcone-Borsellino sono tra quelli che necessitano di aggiornamenti documentali.
La vulnerabilità sismica, sebbene non sia oggetto di allarmi immediati, è monitorata con attenzione. Il progressivo deterioramento degli edifici potrebbe, nel tempo, influire sulla loro stabilità e funzionalità, rendendo necessarie verifiche costanti.
Interventi necessari: coperture, prospetti e infissi
Le problematiche più ricorrenti riguardano le coperture e i terrazzi, spesso in condizioni mediocri o scadenti. In istituti come il Salvatore Raiti e il Brancati, le infiltrazioni e la presenza di muffe testimoniano il deterioramento delle impermeabilizzazioni. Anche la sede di via Archia dell'Istituto comprensivo Lombardo Radice presenta criticità legate al ristagno d'acqua e alla formazione di muschio.
I prospetti esterni sono un altro fronte di preoccupazione. Si segnalano fenomeni di corrosione dei ferri d'armatura, con rischio di distacco di calcinacci. L'Istituto comprensivo Giovanni Verga, in particolare, mostra uno stato di degrado avanzato, con ferri esposti e pericolo di caduta di materiale. Simili problematiche affliggono anche l'Istituto comprensivo Paolo Orsi.
Infine, gli infissi e le vetrate rappresentano un ulteriore elemento di criticità. Molte scuole conservano serramenti obsoleti, non conformi alle attuali normative di sicurezza. In alcuni casi, vetri singoli non antinfortunistici sono stati protetti con pellicole adesive, una soluzione temporanea e insufficiente. Anche i sistemi di apertura presentano malfunzionamenti.
Costi e strategie: un piano per il futuro
La relazione fornisce una prima stima dei costi per alcuni interventi specifici. Per l'Istituto comprensivo Salvatore Raiti si parla di circa 570 mila euro, mentre per l'Istituto comprensivo Martoglio la cifra si aggira sui 491 mila euro. L'Istituto comprensivo Brancati necessiterebbe di oltre 587 mila euro, suddivisi tra le sue due sedi. Altri istituti, come Santa Lucia e Archimede, richiedono rispettivamente circa 308 mila e 76 mila euro.
Il Comune ha annunciato la prosecuzione degli interventi di manutenzione ordinaria con fondi propri. Tuttavia, per una messa in sicurezza straordinaria e completa, sarà necessaria una strategia più ampia. L'amministrazione intende completare i sopralluoghi su tutti i plessi e cercare attivamente finanziamenti regionali, statali ed europei, previa elaborazione dei progetti.
È stato inoltre stabilito un impegno formale per il controllo politico-amministrativo: l'ufficio tecnico comunale dovrà presentare una relazione semestrale al Consiglio comunale sullo stato di avanzamento dei lavori e delle certificazioni.