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Armatori siciliani minacciano il blocco dello Stretto di Messina il 1° maggio a causa degli alti costi del carburante. L'associazione pescatori marittimi professionali terrà un'assemblea per decidere le azioni di protesta.

Protesta armatori contro caro carburanti

L'Associazione Pescatori Marittimi Professionali e la Federazione Armatori Siciliani (FAS) hanno in programma un'assemblea a porte chiuse nel Siracusano. L'incontro servirà a definire le modalità di protesta contro l'aumento dei costi del carburante. L'obiettivo è farsi ascoltare dal governo nazionale.

Fabio Micalizzi, presidente della FAS, ha espresso preoccupazione per la situazione. Ha sottolineato come il governo, da opposizione, avesse promesso interventi sulle accise. Ora, però, non si vedono azioni concrete né per i cittadini né per le categorie produttive. La protesta mira a sensibilizzare l'esecutivo sulla gravità del problema.

Richiesta tetto massimo al diesel

Il settore della pesca richiede un intervento immediato. Micalizzi ha chiesto al governo di stabilire un tetto massimo per il prezzo del diesel. Senza questo provvedimento, si prospettano scenari critici per le imprese del settore.

Il rischio concreto è il licenziamento dei dipendenti degli armatori. Alcune imbarcazioni potrebbero essere messe in vendita o addirittura avviate alla demolizione. La situazione economica è diventata insostenibile per molti operatori.

Possibile cambio di bandiera

Alcuni associati hanno ventilato l'ipotesi di cambiare la bandiera delle proprie imbarcazioni. Si valuta l'iscrizione delle barche a Malta o in Tunisia. In questi paesi, il costo del carburante per i pescherecci è significativamente inferiore, circa 30 centesimi al litro.

Questa opzione estrema evidenzia la disperazione del comparto. La competitività delle flotte siciliane è messa a dura prova. La differenza di prezzo del carburante rende difficile operare in Italia. La FAS spera di evitare decisioni così drastiche con un intervento governativo.

Blocco dello Stretto di Messina

Tra le opzioni in discussione per la protesta, spicca il blocco dello Stretto di Messina. L'iniziativa è prevista per il prossimo primo maggio. Si prevede la partecipazione di numerosi pescherecci provenienti da diverse marinerie, sia siciliane che calabresi.

L'obiettivo è creare un forte impatto mediatico e politico. Bloccare uno snodo strategico come lo Stretto attirerebbe l'attenzione nazionale. La FAS confida che questa azione possa portare a un dialogo costruttivo con il governo. Si cerca una soluzione duratura per il caro carburanti nel settore della pesca.

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