Un istruttore di palestra a Silvi è stato condannato a 10 anni di reclusione per aver commesso abusi sessuali su quattro allieve minorenni. La sentenza di primo grado ha visto la pena ridotta grazie al rito abbreviato.
Istruttore di Silvi condannato per abusi su minori
Un uomo di 40 anni, istruttore di palestra a Silvi, ha ricevuto una condanna a 10 anni di carcere. La pena è stata comminata in primo grado per abusi sessuali su quattro allieve, tutte minorenni all'epoca dei fatti. La sentenza ha previsto una riduzione di un terzo della pena grazie all'applicazione del rito abbreviato. La procura aveva inizialmente richiesto 11 anni.
L'uomo si trovava agli arresti domiciliari da luglio. Le accuse riguardano violenze sessuali perpetrate nei confronti di giovani ragazze. La più giovane delle vittime aveva appena 11 anni quando sono iniziati gli abusi, mentre ora ne ha compiuti 13. La notizia della condanna ha suscitato forte emozione tra i familiari delle vittime presenti in aula.
Le indagini e la testimonianza delle vittime
Le indagini sono state coordinate dalla pubblico ministero Elisabetta Labanti. Tutto è partito dalla denuncia di una delle bambine. La piccola si era confidatasi con i suoi familiari, dando il via a un'inchiesta che ha portato alla luce gli episodi di violenza. L'uomo, difeso dall'avvocato Ida Nardi, è stato arrestato in seguito a un'ordinanza di custodia cautelare.
Il provvedimento del giudice per le indagini preliminari Roberto Veneziano raccoglieva le testimonianze delle vittime. Le ragazze avevano parlato degli abusi prima con un'insegnante e successivamente con i propri genitori. Questi racconti, definiti terribili, sono stati confermati in aula e hanno preso avvio nel 2024.
Soddisfazione per la sentenza, ma il dolore rimane
L'avvocato Monica Passamonti, legale della più giovane delle vittime, ha espresso soddisfazione per l'esito del processo. «Ce lo aspettavamo perché conoscevamo le carte», ha dichiarato. La difesa, secondo l'avvocato, si era concentrata su aspetti tecnici senza entrare nel merito delle accuse. La lettura della sentenza ha provocato una «palese emozione» tra le parti civili.
«La famiglia della ragazzina che ho rappresentato ha potuto finalmente vedere un primo passo verso la giustizia», ha aggiunto Passamonti. Il padre della giovane era visibilmente commosso. Nonostante la soddisfazione, l'avvocato ha sottolineato come nulla potrà restituire alle vittime il tempo e le esperienze perdute. La condanna rappresenta un primo importante traguardo, ma il percorso giudiziario è ancora in corso, essendo solo il primo grado.
La pena e le misure accessorie
La pena finale di 10 anni è stata stabilita considerando la riduzione prevista dal rito abbreviato. Oltre alla reclusione, la sentenza prevede 1 anno di libertà vigilata. L'istruttore dovrà inoltre rispettare misure restrittive significative. Gli è stato imposto l'allontanamento dai luoghi frequentati dai minori. Non potrà svolgere alcuna attività lavorativa a contatto con bambini e ragazzi. Dovrà anche sostenere tutte le spese processuali.
La vicenda si conclude in primo grado con questa sentenza, segnando un momento di giustizia per le giovani vittime e le loro famiglie. La speranza è che questo verdetto possa contribuire a un percorso di guarigione, seppur lungo e complesso, per le ragazze coinvolte. La comunità di Silvi attende gli sviluppi futuri del caso.